CECINA. Due gatti morti avvelenati nel giro di alcune settimane. È accaduto a Cecina, nella zona del viale della Repubblica,all’altezza del civico 42. L’ultimo episodio ha confermato i sospetti di avvelenamento del proprietario dei due mici. Due gatti adulti, morti in preda a convulsioni che nell’arco di alcune ore li anno uccisi. A scatenarle una sostanza che da anni non si trova più sugli scaffali dei negozi. Un pesticida, a cui il Ministero della Sanità ha revocato l’autorizzazione alla messa in commercio.Nei due episodi gli animali sono stati trovati agonizzanti dal padrone. Non ha avuto neppure il tempo di portarli dal veterinario. Li ha pianti.Ma prima di seppellire il secondo cadavere si è rivolto ai veterinari dell’Azienda Usl Toscana Nordovest. È voluto andare fino in fondo. Trovare una spiegazione. E le risposte nell’arco di un mese, il tempo tecnico per le analisi, sono arrivate dall’Istituto zooprofilattico sperimentale dove sono stati eseguiti gli esami tossicologici dei campioni.«Tutto faceva pensare a un’ipotesi di avvelenamento considerata l’età adulta del gatto, mentre sintomi analoghi possono essere scatenati da infezioni in animali giovani», spiega il veterinario dell’Azienda sanitaria Stephen Vignali che ha eseguito l’esame sulla carcassa dell’animale e il prelievo dei campioni. «Il dubbio che ha mosso il proprietario del gatto ha trovato riscontro nelle analisi – prosegue –. Il fenomeno degli avvelenamenti di animali domestici non si può ritenere assente in Bassa Val di Cecina. Ogni anno solo il nostro ufficio registra una media di quattro casi. Insomma il fenomeno è presente e deve essere monitorato».Un gesto criminale. E come tale segnalato alla prefettura di Livorno. Lo prevede la procedura definita dal Ministero della Salute con l’ordinanza dello scorso 13 giugno “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”. Il documento nel caso del rinvenimento sul territorio di esche o bocconi avvelenati o di diagnosi di sospetto avvelenamento effettuate da medici veterinari prevede che vengano intraprese una serie di azioni. E tra queste c’è la segnalazione alla Prefettura.Il 4 ottobre dagli ambulatori dell’Asl di via Savonarola vengono inviati i campioni per gli esami tossicologici. Il giorno successivo la segnalazione di un sospetto avvelenamento arriva al Comune di Cecina. Scatta un primo sopralluogo della Polizia municipale, al fine di verificare la presenza nella zone in cui è avvenuto il decesso di bocconi o esche.Il 31 ottobre gli esami tossicologici confermano i sospetti. A uccidere il micio è stato un potente pesticida. A questo punto le procedure prevedono che sia il sindaco di Cecina ad attivarsi. L’ordinanza numero 19 del 7 novembre dispone l’immediata segnalazione “tramite appositi cartelli, della zona sede di pericolo per sospetto avvelenamento di animali”. Inoltre, il sindaco Samuele Lippi dispone di “procedere a un immediato sopralluogo della zona interessata, al fine di accertare l’eventuale presenza di bocconi o esche potenzialmente avvelenati e procedere alla bonifica dell’area in collaborazione con l’Azienda Usl e la Polizia provinciale”. L’ordinanzaè rimasta in vigore “fino all’attuazione delle misure di bonifica”, recita il documento. Il sopralluogo non ha portato alla luce bocconi o esche ma resta il mistero della mano che ha compiuto un simile gesto. Nella stessa zona tre anni fa a morire con sintomi analoghi era stata una cagnolina.

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