E’ giallo sulla morte di un gatto in via Favorita a Chivasso. Sentite un po’…

Due ragazze si occupano dei gatti randagi nella zona di via Favorita. Poggiano delle ciotole di croccantini sui marciapiedi. I gatti escono di notte e mangiano. Di giorno scompaiono e se ne stanno nascosti da qualche parte. Nulla vieta di mettere quelle ciotole. Nessuna norma lo impedisce. Quelle ciotole però danno fastidio a qualcuno. Così da qualche tempo le ragazze le trovano rovesciate. 

Ci sono dei residenti che non gradiscono vedere le ciotole vicino alla fermata dell’autobus dove i bambini attendono per andare a scuola. Non fanno mistero di non gradire. Lo dicono apertamente alle due volontarie. 

Le ragazze sono andate in Comune a segnalare il fatto. Ma anche per il Comune non è facile porre fine ai dispetti.

Nella loro attività le ragazze si appoggiano al signor Brandino dell’associazione “Il cucciolo”. Da lui hanno appreso come potrebbero “regolarizzare” i gatti: fotografarli e farli riconoscere come “colonia”. In questi casi il Comune è collaborativo e installa delle casette di legno all’interno delle quali si possono mettere le ciotole. Così i gatti non turbano i sonni di nessuno. E il Comune può sanzionare chi viene beccato a far sparire il cibo. Ma non è facile fotografare gatti che escono solo di notte e la “regolarizzazione” non è stata ancora perfezionata. 

La storia va avanti da un po’. Le ciotole vengono rovesciate e le due ragazze le riempiono di nuovo. Spendendo di tasca loro un bel po’ di soldi. 

Pare che gli stessi che protestano per le ciotole si siano quasi impadroniti, come se fosse loro proprietà, di un piccolo spazio verde comunale e vi installano l’attrezzatura per le grigliate. Sono loro ad essere irregolari, non i gatti e tantomeno le due volontarie.

Dicevamo che la storia va avanti da mesi. Finché le due volontarie pochi giorni fa trovano un gatto morto in strada. Sospettano che gli irritabili vicini siano passati alle maniere forti. Non pare infatti che il gatto sia stato investito da un’auto.

Così le due volontarie ci hanno contattati e ci hanno raccontato la vicenda nella speranza che qualcuno intervenga o che i vicini si diano una calmata. Per curare quei randagi le due ragazze impiegano tempo, fatica e soldi. Chiedono solo di non essere sabotate. I rovesciatori di ciotole non hanno proprio niente di meglio a cui pensare?

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