Quando si parla di sterilizzazione o di castrazione, sono tutti in prima fila a dire che sono delle procedure barbare da far subire al proprio gatto. Sicuramente, chi la pensa in questo modo, pur essendo in buona fede, non considera il fatto che le gatte vadano in calore minimo de volte all’anno e che possono partorire da 2 fino a 8 micini. Risultato: gattili pieni di cuccioli abbandonati da adottare, aumento del randagismo in molte aree italiane, senza considerare che alcune persone, specie nelle aree rurali, non ci pensano due volte a uccidere i cuccioli appena nati. Inoltre, i gatti castrati e sterilizzati hanno meno probabilità di contrarre malattie mortali, come tumore alla mammella e cancro all’utero. Ci sono delle differenze tra la castrazione e la sterilizzazione: ecco spiegati i pro e i contro di entrambe le procedure.

Castrazione: come funziona

La castrazione è un termine usato quando si tratta di gatti maschi. Il gatto maschio viene sottoposto all’ intervento di orchiectomia, ossia l’asportazione dei testicoli, mediante anestesia locale, in modo da rimanere coscienti ma dissociati se stimolati. Si ricorre alla castrazione quando i testicoli del micio sono discesi completamente, cosa che avviene tra i sei e i dieci mesi di vita. L’intervento serve a privare il gatto degli ormoni che regolano il comportamento sessuale, così da far cessare il desiderio e l’istinto ad accoppiarsi. Normalmente vengono applicati pochi punti di sutura, i quali cadono da soli. E’ bene programmare l’intervento prima che il felino spruzzi, ovvero marchi il territorio con l’urina, altrimenti il comportamento lo manterrà anche dopo l’operazione. Per il gatto maschio, non è immediato il dissolversi dello sperma: è in grado di fecondare tranquillamente una femmina fino a un mesetto prima di diventare sterile.

Sterilizzazione: come funziona

La sterilizzazione della gatta femmina è detta in gergo medico ovariectomia, ossia asportazione delle ovaie mediante incisione nell’addome, oppure ovario-isterectomia, ovvero la rimozione sia dell’utero, sia delle ovaie. E’ un intervento più invasivo rispetto alla castrazione del maschio e viene fatta in anestesia totale, con una delle due tecniche più comuni: si rasa il pelo e si pratica una incisione ventrale, che richiede una visita di controllo per eliminare i punti di sutura (anche se è il più economico), oppure una incisione laterale su un fianco. Viene effettuata per i tempi di convalescenza più brevi e per i punti di sutura a dissolvenza organica. Significa che non serve una visita ulteriore per rimuoverli. E’ quella più costosa. La sterilizzazione è consigliata prima del primo estro, quindi sui 4 mesi, ma viene praticata anche su gatte più anziane. Può capitare che un’ovaia o del tessuto ovarico non viene rimosso perché troppo aderente e mimetizzato: per questo la gatta può entrare in calore e si dovrà procedere con una seconda operazione, in quanto può portare all’insorgenza di tumori.

Castrazione e sterilizzazione: pro e contro

Castrazione e sterilizzazione hanno dei pro e contro: i gatti saranno più tranquilli e non ci saranno episodi di estro (quindi niente raduni di felini a tutte le ore, o gatti incastrati nei camini per raggiungere la micia) e gravidanze, niente zuffe per il territorio, visto che i gatti castrati e sterilizzati sono nell’ultimo gradino della scala gerarchica felina. Inoltre, le gatte femmine sono soggette alla piometra, un ispessimento dell’utero che si tramuta in una infiammazione cronica. Entrambi gli interventi non richiedono cure particolari, solo dare un occhio se il micio si lecchi troppo spesso la ferita. Ovviamente, se ci sono perdite di sangue, gonfiori e arrossamenti bisogna chiamare il veterinario immediatamente.  I contro degli interventi sopra citati ovviamente è che i mici diventeranno sterili. L’obesità non è un effetto collaterale, solamente che il gatto maschio e la gatta femmina tenderanno a stare più nelle vicinanze di casa piuttosto che azzuffarsi e fare fughe d’amore, quindi è bene moderare la quantità di cibo secco alternandolo a quello umido. Può capitare che il gatto maschio abbia episodi di cistite e di sangue nelle urine: possono essere calcoli, ma anche stress per il cambiamento subito. Si cura con un antibiotico prescritto dal veterinario, ma è consigliabile somministrargli una volta al mese cibo specifico per il tratto urinario, in modo da mantenere pulito il canale delle urine, e cercare di evitare fonti di stress (i feromoni sono una soluzione molto utile).

Castrazione e sterilizzazione gatto: prezzo

Il costo della sterilizzazione e della castrazione del gatto può variare notevolmente, a seconda che venga eseguito da un libero professionista o meno. Inoltre, nei gattili o nei ricoveri per animali abbandonati il servizio è offerto dando una donazione libera. In ogni caso, la sterilizzazione è un intervento costoso per la preparazione della sala operatoria e per l’assistenza post intervento. E’ ovvio che le garanzie maggiori si hanno con un veterinario professionista. Il prezzo delle operazioni varia da veterinario a veterinario e da Comune a Comune.

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