Quale migliore deterrente per spacciatori e piccola criminalità di cani e padroni che si ritrovano al parco, tutti i giorni e a tutte le ore. La seconda tappa del viaggio tra le comunità nate nelle aree cani della città è dedicata al parco Annarumma, nel Municipio 7. In questa porzione di città, poco distante dall’ospedale militare di Baggio, un gruppo di cittadini chiede da tempo che lo spazio dedicato ai quattrozampe affacciato su via Lucerna sia illuminato. E che, su modello di quanto già avviene ai giardini di via Guastalla, in centro storico, ai cani siano consentite un paio d’ore al giorno di sgambata libera, fuori dalle aree recintate. «Al mattino presto e alla sera quando non siamo di disturbo a chi frequenta normalmente i giardini», spiega Roberto Legnani. L’idea è stringere un patto con il Comune, come alla Guastalla: «Noi vigileremo perché tutti i proprietari di cane rispettino le regole». A cominciare dalla raccolta delle deiezioni.

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Parco Annarumma, area cani da tutelare

Roberto è anche istruttore ed educatore cinofilo nonché volontario Oipa. «Ho visto nascere questo parco — racconta —. Sono presenti quattro aree cani, furono realizzate nel 2003 dopo una raccolta firme. Non possiamo lamentarci. Ma si può migliorare. Per esempio una potrebbe essere dedicata ai giochi, con attrezzature ad hoc. E chiusa la sera. Mentre dare la possibilità di far correre liberi i cani in via Lucerna, che era la strada dello spaccio, crediamo sia un deterrente, un presidio contro il degrado». Il cane migliore, insiste Roberto, «è quello libero con un proprietario consapevole, per il suo benessere delle ore di sgambata servono. Al mattino presto e alla sera dopo le 17.30».

In periferia, poi, i cittadini chiedono che «le Gev siano più presenti e intransigenti». «Noi siamo un presidio, delle sentinelle, ma serve qualcuno che possa far rispettare le regole». La comunità che si ritrova al parco Annarumma è affiatata (foto Vaglia). «Sia i cani sia i padroni. Alcuni di noi frequentano questa zona dal 1999, quando ancora non aveva l’identità di parco».

La luce è importante, perché «la sera girano molti sbandati, hanno rotto la scalinata di legno, fatto danni, e poi ci sono quelli che dormono dove la vegetazione è più fitta. La domenica la comunità di indiani gioca a cricket, i cingalesi fanno il pic nic. Ma Amsa è presente e rimette in ordine il verde. «Promossa ma non il Comune». Ma non le tocca sistemare l’irrigazione che funziona troppo e anche d’inverno (un’area è un acquitrino) oppure è assente.

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