Vivere con un animale da compagnia è un lusso. Lo dimostrano i dati raccolti dalla Lav, che si sta battendo per diminuire la tassazione sui pet, oggi al 22% come per automobili e champagne.

Nonostante sia stato dimostrato che possedere un cane o un gatto migliori la vita di chi lo accoglie nella propria casa, diminuendo il rischio di malattie cardiocircolatorie, colesterolo e depressione, non tutti se lo possono permettere. Mentre fiori recisi, francobolli da collezione e tartufi freschi godono di un’aliquota agevolata, infatti, le cure veterinarie per gli animali domestici, gli anti-parassitari e il cibo arrivano a costare un occhio della testa. L’aliquota per questi prodotti, inoltre, è destinata a salire già dal prossimo 1 gennaio al 24,2%, fino ad arrivare al 25% nel 2021. Questo significa che un quarto del costo speso per la pappa di Fido, andrà in realtà a finire in tasse. Le detrazioni Irpef per le famiglie che possiedono un animale, inoltre, sono molto contenute. Solo una piccolissima parte della spesa destinata alle cure dei pet è infatti rimborsabile e indipendentemente dal numero di animali posseduti, può arrivare al massimo alla cifra di 49,06 euro.
I farmaci per gli amici a quattro zampe, poi, arrivano a costare fino a 5 volte rispetto allo stesso farmaco per uso umano, ma una legge italiana vieta la prescrizione di una medicina per uomini se esiste sul mercato il corrispettivo veterinario.

I vantaggi di vivere con un animale
Vivere con un pet, al di là dei costi, aumenta il benessere di chi lo accoglie in famiglia. Oltre a facilitare i rapporti sociali, allenta tensioni e stress, migliorando il benessere fisico e psicologico del padrone. Prendersi cura di un animale è di aiuto nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, contribuisce infatti al miglioramento della circolazione sanguigna, all’abbassamento della pressione e alla riduzione del colesterolo. Un animale in casa, inoltre, diminuisce i rischi di obesità perché la cura dell’amico a quattro zampe impone una scansione giornaliera degli orari dei pasti e delle passeggiate. Per gli over 65 è stato stimato un aumento di benessere fisico tale da fare risparmiare alle casse dello stato fino a 4 miliardi di euro annui di spese sanitarie.
Anche i bambini godono in maniera particolare della presenza dei quattro zampe in casa: oltre a insegnare loro a rapportarsi con l’altro, il cane e il gatto nell’ambiente domestico diminuiscono il rischio che il “fratello umano” sviluppi allergie.

Diminuite le adozioni
I costi che la cura di un animale comporta hanno fatto nell’ultimo periodo calare il numero delle adozioni. La percentuale di coloro che vivono con pet è calata, secondo i dati Eurispes, del 10% rispetto al 2016, toccando quota 32,4%. Secondo le stime LAV, inoltre, in Italia si è passati da 36.214 cani adottati nel 2015 a 33.166 cani nel 2016, con una flessione pari all’8,4% in un solo anno.

Quanto costa in media un animale
Sempre secondo Eurispes, il 58% di chi possiede almeno un animale domestico riesce a mantenere al di sotto dei 50 euro mensili le spese per prendersene cura. Questo dato risulta in netto calo rispetto all’anno precedente, quando a dichiarare di spendere meno di 50 euro al mese era l’80% degli italiani. Sono invece il 31,4% gli italiani che dichiarano di spendere da 51 a 100 euro mensili, in crescita del 15,4% rispetto al 2017.
Chi ha accolto un animale tra le proprie mura domestiche, in alcuni casi, arriva a fare economia sulle proprie spese pur di continuare a prendersene cura. In Italia il 33% degli intervistati ha dichiarato di aver ridotto i propri consumi personali per avere maggiore disponibilità per i quattro zampe.

Quanto ci costano i canili
Le adozioni, oltre a portare un beneficio per gli amici pelosi e per le famiglie, sono inoltre un vantaggio per la collettività. Più si adotta, più diminuisce il fenomeno del randagismo, allentando la tensione sui canili.
Un cane in canile costa mediamente 1.277,50 euro all’anno: se si moltiplica questa cifra per i cani presenti nel 2016 nei canili rifugio (a eccezione di quelli presenti in Calabria e Campania che non hanno fornito alcun dato), 78.983 soggetti, raggiungiamo la cifra di 100.900.782,50 euro che moltiplicata per la vita media dei pelosi dietro le sbarre, sette anni, raggiunge la cifra di 706.305.477,50 euro.

La petizione Lav
La Lega Anti Vivisezione, nel weekend di sabato 10 e domenica 11 marzo, sarà nelle piazze italiane per chiedere ai cittadini di firmare la petizione a favore della cancellazione dell’aliquota iva sui prodotti per gli animali, per l’abbattimento dei costi dei farmaci e per l’aumento delle detrazioni fiscali delle spese per le cure veterinarie.

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