Roma, 1 set. (askanews) – L’autunno fa lentamente capolino, le giornate si accorciano. Con il gran caldo in dirittura d’arrivo, il pensiero comune è che sia archiviato il rischio per i nostri amici a quattro zampe di essere “visitati” da fastidiosi parassiti. Invece no, non si deve abbassare la guardia. La ragione è semplice: a causa dei cambiamenti climatici che hanno provocato l’innalzamento prolungato delle temperature anche in autunno e inverno, pulci, zecche e flebotomi (i vettori responsabili della trasmissione della Leishmaniosi) hanno allungato il loro ciclo vitale, e in molte zone d’Italia sopravvivono addirittura anche in inverno. Nessun animale, quindi, è mai a rischio zero. Neppure i moltissimi cani, ma soprattutto gatti, che vivono prevalentemente in casa. “Anche gli animali che non escono di casa possono essere vittime di infestazioni, dato che il riscaldamento interno alle abitazioni permette ai parassiti, introdotti in modo del tutto inconsapevole magari proprio da noi ‘umani’, di trovare temperature più che adatte alla loro sopravvivenza – fa notare il dott. Marco Melosi, Presidente dell’AMNVI Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani -. Negli ultimi trent’anni, infatti, i cani e i gatti di famiglia hanno fatto un triplo salto di habitat: dal giardino al divano, e poi direttamente al letto. I nostri amici a quattro zampe vivono sempre più a stretto contatto con noi, e questo ci impone una maggiore attenzione alla prevenzione, all’igiene e un controllo sanitario periodico, questo anche per evitare il rischio di trasmissione di alcune malattie dall’animale all’uomo”. Prima di tutto, è importante conoscere da vicino i principali nemici del nostro pet. “Le pulci – continua il dott. Melosi – possono deporre le uova in casa, anche 50 al giorno, queste si trasformano in larve e poi in pupe in pochi giorni. Le pupe possono vivere anche sui divani o sui tappeti e quando ci sono le condizioni ideali trasformarsi in pulci, riavviando così l’infestazione. Le zecche sono invece aracnidi che vivono all’esterno e che possono attaccarsi a un animale di passaggio per nutrirsi, con il rischio poi di passare anche all’uomo”. Non solo parassiti esterni, ma anche interni, come la giardia o gli ascaridi. Entrambi si trasmettono con l’ingestione di cibo o acqua contaminati, o le feci di altri animali infetti. “La giardiasi è una malattia che interessa l’apparato intestinale del cane – chiarisce il dott. Melosi – l’infezione è provocata da un protozoo e il cane contrae la malattia per via orale. I sintomi più frequenti sono febbre, abbattimento, dolori addominali, diarrea e conseguente perdita di peso; è importante allontanare immediatamente le feci del cane ammalato perché attraverso le feci il cane espelle le cisti del parassita che possono sopravvivere per settimane o mesi una volta libere nell’ambiente. La loro presenza è un rischio di contagio per gli altri cani che, ingerendo le feci, possono a loro volta cadere vittima dell’infezione”.Di certo, sono molti e di diversa natura i parassiti intestinali del cane; vermi tondi come gli ascaridi , piatti come le tenie, e protozoi come la giardia.”Il sintomo principale che accompagna quasi tutte le parassiti intestinali è la diarrea che può essere più o meno grave – continua Melosi – le feci si possono presentare di aspetto mucoso e/o emorragiche e possono evidenziare la presenza del parassita stesso. Altri sintomi molto comuni sono il dimagramento e l’abbattimento, mentre il vomito è meno frequente. Non sempre i parassiti sono evidenziabili nelle feci dell’animale ammalato, quindi è solo il veterinario che in base ai sintomi e ad un accurato esame delle feci potrà verificare se il vostro cane presenta o meno parassiti intestinali.” Ma la soluzione c’è, si chiama prevenzione . “Innanzitutto, l’importante è accorgersi in tempo della presenza dei parassiti come pulci e zecche – aggiunge il dott. Melosi – Occorre per esempio spazzolare regolarmente il proprio animale e fare attenzione a piccoli noduli che potrebbero rivelarsi delle zecche. Le pulci, invece, sono visibili spesso dove il pelo è più rado, per esempio sulla pancia e sotto le ascelle”. Per prevenire infestazioni da parassiti interni, invece, sono fondamentali igiene e l’adozione di misure utili a ridurre la contaminazione ambientale: raccogliere le feci, non far bere l’animale da pozze d’acqua stagnante, disinfettare periodicamente e accuratamente gli ambienti casalinghi e la cuccia. E poi, recarsi dal veterinario con regolarità. “Il proprio medico veterinario sarà in grado, in base allo stile di vita dell’animale, della zona in cui vive e del rischio epidemiologico, di suggerire i prodotti antiparassitari più adeguati, da usare durante tutto l’anno” commenta il dott. Melosi. Insomma, pochi consigli pratici per una buona e attenta gestione della salute del nostro amico peloso. Impariamo ad aguzzare la vista e “drizzare le orecchie”, da bravi pet parents. Anche perché i parassiti possono infettare non solo il peloso di casa ma anche noi “umani” con malattie trasmissibili all’uomo (le cosiddette zoonosi) come la Leishmaniosi e la Malattia di Lyme. E soprattutto: continuiamo a proteggere il nostro migliore amico tutto l’anno, chiedendo sempre aiuto al medico veterinario e/o al farmacista: sarà lui a consigliarci la miglior cura combinata e personalizzata, a totale vantaggio del benessere del nostro amico a 4 zampe. La salute di Fido e Micio, dunque, è anche la nostra salute: non dimentichiamolo.

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