Non si sa quanto l’hanno seviziato o torturato. Ovvero se sia stato sbranato durante una gara fra cani per le odiose scommesse clandestine organizzate alla periferia di Caltanissetta. Ma, davanti alla carcassa insanguinata di un grosso meticcio, un po’ cane pastore un po’ pitbull, l’orrore è stato grande per Peppe Manuel Gioia, un impiegato dell’istituto alberghiero, sconvolto dalle ferite su zampe e ventre, i denti rossastri, prova di una lotta e di una strenua vana difesa.

La taglia del Far West

Due minuti dopo la foto scattata dall’impiegato su quello scempio fra i bidoni traboccanti di immondizia come sfondo di un quartiere disperato, per ironia del destino chiamato Provvidenza, faceva il giro dei social. Foto ripresa dal sito «Fatto nisseno», rilanciata dal WWF e rimbalzata a Bergamo sul tavolo di Lorenzo Croce, presidente dell’Aidaa, l’associazione difesa animali, pronto a mettere «una taglia da 10 mila euro sul killer».

L’assassino del sindaco

Proprio come si faceva nel Far West. Una taglia da pagare, come tuona Croce via Internet, «a chiunque sia in grado di farci individuare e con la sua testimonianza far condannare in via definitiva i killer del cane ritrovato seviziato e bruciato in quell’angolo infernale di Caltanissetta». Ed è da questo gorgo di Caltanissetta che bisogna partire. Lo stesso quartiere dove si nascondeva il balordo con qualche rotella fuori posto che qualche anno fa uccise a coltellate il sindaco buono della città, Michele Abbate. Protagonista di un degrado peggiorato nel tempo, come dice il direttore editoriale del «Fatto nisseno», Michele Spena, da dove è partita la prima denuncia.

Combattimento clandestino

Poi è entrato in campo il WWF con il segretario provinciale Ennio Bonfanti, responsabile antibracconaggio, imbufalito contro i suoi concittadini che anche altre volte hanno dato vita a gare fra cani. Come la polizia scoprì qualche anno fa bloccando, in flagranza, un combattimento clandestino in un casolare abbandonato, nei pressi della stazione ferroviaria, in contrada Imera, con due ventenni denunciati per combattimenti e 16 spettatori identificati e puniti con una sanzione di 10 mila euro.

Cani impiccati

Tanti quanti adesso ne offre l’associazione di Lorenzo Croce, con soddisfazione di Pietro Ciulla, il presidente del WWF Sicilia impegnato in una lotta sempre più dura nell’isola dopo che a Vittoria fu ritrovata alcuni mesi fa una cagnetta picchiata e impalata da un algerino di 50 anni sotto processo. Ma, come insiste Croce, il fenomeno dilaga: «Da un cane impiccato in Abruzzo alla orribile storia di Angelo, il meticcio bianco legato, impiccato e seviziato a Sangineto dove si organizzarono marce con centinaia di animalisti arrivati in provincia di Cosenza».

Fenomeno da bloccare

La taglia da 10 mila euro per il nuovo «martire» di Caltanissetta ha così lo scopo di accendere i riflettori, come insiste il presidente dell’Aidaa: «Siamo in emergenza. Di cani moribondi con squarci e ferite dopo i combattimenti clandestini ne troviamo in quantità. Bisogna fermarli. Anche con le denunce». Appunto, anche con le taglie da Far West.

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