Il cane “gioca in squadra”, il gatto è un solista e vede il mondo in verticale. In ogni caso, la convivenza con un animale cambia la vita. Ecco perché conoscerli meglio vuol dire rispettare la loro natura, ma anche arricchire la propria esistenza con uno scambio reciproco.

Di Manuela Fiorini

“Sono come cane e gatto”, si dice di due persone che proprio non riescono ad andare d’accordo. E, in parte è vero, perché il cane e il gatto hanno “stili” di vita completamente diversi, spesso speculari, sotto certi aspetti, agli antipodi. Oltre alle differenze insite nella specie, poi, a influenzare il carattere del singolo soggetto c’è anche l’esperienza, il vissuto, il carattere. E anche noi, da esseri umani, spesso commettiamo degli errori nei loro confronti, riversando su di loro i nostri bisogni affettivi, oppure aspettative che vengono prontamente disattese. Ecco perché conoscere la natura dei nostri amici a quattro zampe e rispettarla significa arricchire l’esperienza di vita in comune con uno scambio reciproco.

Nel suo ultimo libro Cane & Gatto. Due stili a confronto, Roberto Marchesini, etologo, antropologo e filosofo bolognese, analizza la natura del cane e del gatto e offre preziosi consigli per una convivenza arricchente. Lo abbiamo incontrato.

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Alcune persone amano i gatti per la loro “discrezione”, altri i cani per la loro vivacità, empatia, invadenza e forza di relazione. Davvero ci rispecchiamo nell’animale che scegliamo come compagno di vita?
“Non sempre. Talvolta la scelta è riconducibile alle nostre esperienze d’infanzia, sia nel caso abbiamo convissuto con un gatto piuttosto che con un cane sia perché lo abbiamo tanto desiderato. Detto questo, è evidente che il tipo di relazione che ispira un gatto, molto più basata sul piacere estetico e talvolta comico, più conviviale e incentrata sulla dimensione domestica, è assai differente dal coinvolgimento affettivo e collaborativo nonché dall’apertura al mondo esterno, alla dimensione pubblica che, viceversa, caratterizza il cane”.

Il cane spinge alla relazione, il gatto alla riflessione. Quali sono le cose fondamentali che dobbiamo conoscere di loro, prima di decidere se siamo più adatti a un cane o a un gatto?
“Personalmente amo la compagnia sia del gatto che del cane, ma riconosco che vi è una profonda diversità tra loro e di conseguenza le relazioni non sono minimamente sovrapponibili. Non dico che bisogna scegliere necessariamente tra le due, in fondo nella vita di tutti i giorni abbiamo relazioni molto diverse. Si pensi solo all’amicizia rispetto all’amore. Del resto è fondamentale saper sempre quello che ci si può aspettare da una relazione, ma anche cosa essa richieda. Il gatto è un ottimo compagno che condivide in modo conviviale la nostra intimità arricchendola di aspetti che le conferiscono calore e fantasia, ma chiede a noi discrezione e sicurezza. Il cane è un grande compagno di attività, capace di seguirci in ogni avventura e di plasmarsi sul nostro stile, ma chiede complicità e autorevolezza”.

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La nostra casa diventerà anche la loro casa. Il cane o il gatto che accoglieremo non sarà solo un accessorio, ma un ospite, anzi, un coinquilino. Come preparare la nostra casa al meglio per accogliere un cane o un gatto?
“La casa è la dimensione di vita del gatto e in questo senso spesso più che un coinquilino sembra diventare lui il padrone e noi degli ospiti tollerati. Ma, a parte gli scherzi, per il gatto la casa è una sorta di utero, un’espansione del sé. La casa pertanto deve rappresentarlo e per questo il gatto ne marca i limiti e i passaggi sfregandovisi contro. Il gatto è molto geloso della sua dimora, che gli assicura la sicurezza, per cui non ama gli intrusi. D’altro canto il gatto vive la casa in verticale a differenza del cane e dell’uomo, per cui talvolta potrebbe essere utile un arredamento che prevede passerelle e punti per arrampicarsi e spesso queste soluzioni danno un tocco in più alla nostra casa. Per il cane la casa siamo noi. Non voglio dire che non ci tenga, ma lui ha un carattere più nomade e la sua dimensione di vita è il gruppo”.

Quante volte ci sentiamo dire da chi da tempo convive con un animale domestico: “Ti cambierà la vita!”. Come cambierà con un cane o con un gatto?
“Non saprei dire perché stiamo parlando di relazione, vale a dire di esperienze che si declinano in modo singolare a seconda del vissuto della persona. Di certo una relazione con un cane ci sollecita a uscire dal nostro mondo e aprirci alle occasioni esterne. Non si può vivere con il cane è rimanere chiusi in se stessi perché il cane ti sfoglia come se tu fossi un giornale e ti rende visibile agli altri. Il cane è un vero e proprio collante sociale per cui di colpo la tua vita diventerà in un certo modo più pubblica e più partecipativa. La vita con il gatto è una sorpresa continua, la scusa ma direi più la sollecitazione a prendersi degli spazi e dei momenti per se’. Il gatto è il grande compagno degli scrittori e degli artisti in genere ed è facile capire perché”.

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Nel libro mette in guardia contro il rischio di eccessiva antropomorfizzazione del cane o del gatto. È vero che oggi vediamo sempre più spesso cani e gatti trattati come peluches, o come figli, con accessori costosi e montagne di giocattoli. Qual è il confine da rispettare affinché l’amore nei loro confronti non sfoci nel “troppo” e rischi di snaturarli?
“Non si tratta di troppo amore verso di loro perché, quando non si rispetta la natura di qualcuno, più che amare l’altro stiamo amando noi stessi attraverso l’altro. Le persone che umanizzano non si accorgono di perdere una grande opportunità, vale a dire di costruire una relazione che ci può insegnare qualcosa proprio perché diamo facoltà di espressione all’altro e perché noi stessi ci poniamo in ascolto. Detto questo è però utile capire che esistono immedesimazioni sbagliate come quando pensiamo di avere la stessa comunicazione, percezione e interessi verso il mondo, e poi ci sono somiglianze che non si possono negare perché siamo tutti e tre mammiferi, e come tali proviamo emozioni, abbiamo legami affettivi, siamo curiosi e impariamo dalle esperienze, ci piace giocare”.

“Sono come cane e gatto”, si dice di due persone che non vanno per nulla d’accordo. Sfatiamo questo mito? Cane e gatto possono convivere?
“Se cresciuti fin da piccoli insieme, cani e gatti vanno perfettamente d’accordo perché imparano l’uno dall’altro, altrimenti fanno un po’ di fatica e talvolta proprio non ce la fanno perché sono molto differenti. Hanno gesti che vogliono dire cose opposte nei due linguaggi per cui il fraintendimento, se non c’è stata la frequentazione precoce che porta a una sorta di bilinguismo, è sempre in agguato. Ma non si tratta solo di linguaggio, hanno proprio caratteri differenti. Il gatto è silenzioso, discreto, ama i suoi spazi, al contrario del cane che è rumoroso, eccessivo, sempre pronto a saltarti addosso con irruenza. Detto questo esistono tantissime situazioni di convivenza e molto spesso cane e gatto diventano gemellini siamesi, sempre attaccati l’uno all’altro”.

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Cani e gatti sempre più spesso sono costretti a condividere con l’uomo spazi urbani, che cosa possiamo fare per soddisfare la loro natura? (Giochi, passeggiate, mettere loro a disposizione spazi dedicati ecc…)
“Credo sia indispensabile conoscere bene la loro etologia, farsi aiutare da un esperto e soprattutto chiedersi prima di adottarli se saremo in grado di dar loro ciò che si aspettano. Non possiamo adottare un gatto e lasciare fuori dalla porta la felinità e così è per il cane. Non si tratta di giocattoli ma di modi di relazionarsi con loro, qui il più delle volte si sbaglia confondendoli con dei bambini cui si debbano acquistare oggetti per renderli felici. Ma la loro felicità non sta negli oggetti bensì nel modo in cui ci rapportiamo con loro”.

L’autore

Roberto Marchesini (Bologna 1959) è filosofo, etologo e zooantropologo. È Direttore del Centro Studi Filosofia Postumanista e di Siua, Istituto di Formazione Zooantropologica. Insegna in diversi atenei italiani e ha all’attivo oltre un centinaio di pubblicazioni del campo della bioetica, della filosofia postumanista e dell’etologia filosofica.Tra queste: Intelligenze plurime (2008), Modelli cognitivi e comportamento animale (2011), Etologia filosofica. Alla ricerca della soggettività animale (2016). Scrive per diverse testate nazionali e tiene conferenze in tutto il mondo sul rapporto uomo-animale.

SCHEDA DEL LIBRO
Roberto Marchesini
Cane & Gatto. Due stili a confronto
Edizioni Apeiron
Pag 184 – € 15

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