«Entrati al ristorante per prenotare un addio al celibato con 30 persone. Dopo aver visto però il cane bastardo che gira per la sala e il bar, ci siamo guardati in faccia e siamo usciti senza proferire parole». È una lettera piena di astio, celata dall’anonimato, quella recapitata nella cassetta del ristorante “Nonno Egidio” di Schio (Vicenza). La vicenda l’ha raccontata con un post su Facebeook la titolare del ristorante, Marta Benetti, dopo aver trovato la lettera, venerdì scorso. 

«Abbiamo prenotato in un altro locale lì vicino, privo di luridi animali che girano per la sala». Un testo assolutamente anonimo, che potrebbe essere quindi solo uno scherzo di cattivo gusto, un’insolenza gratuita o l’ennesimo gesto di intolleranza da parte di chi non riesce esprimere la sua opinione senza essere aggressivo o offensivo.  

«Mi sto chiedendo anch’io se sia una storia vera oppure no – confessa la signora Marta – perché sia io che i miei collaboratori non ci ricordiamo di queste persone». Benetti conferma che Ariel, la piccola bastardina con cui vive da anni, se ne sta nell’appartamento sopra il ristorante, e solo qualche volta fa capolino al bar, benvoluta e accarezzata da tutti. Nella lettera gli autori della rimostranza anti-canina hanno anche indicato la somma che avrebbero speso per la cena nell’altro locale: 1040 euro. «Sono i 1040 euro più ben persi nella mia vita. Nel mio locale gli animali sono ammessi» ha replicato la donna, che ha detto di aver ricevuto attestati di solidarietà da molte associazioni animaliste.  

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