Immaginate che vi sia un’esplosione poco lontano da voi. Immaginate il panico, lo smarrimento che ognuno di noi verrebbe a provare. Ecco, questo, è un po’ quello che cani, gatti e molti altri animali ogni anno vivono con i botti di Capodanno. Per fortuna sono sempre di più le ordinanze comunali che vietano, in misure diverse, l’utilizzo di petardi in concomitanza con i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno. Cresce la sensibilità delle persone, ma sono ancora molti quelli che non pensano che una festa dovrebbe essere per tutti, anche per i cani e gatti. E, così, fra mancate ordinanze e violazioni dei divieti, i nostri amici animali rischiano di passare l’ennesima notte da incubo. Quest’anno abbiamo scelto di pubblicare alcuni consigli diffusi dall’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), con la speranza che, con il passare degli anni, si arriverà un giorno a non doverne avere più bisogno. 

Ecco le 10 consigli utili:  

1) Teniamo gli animali il più lontano possibile dai festeggiamenti e dai luoghi in cui i petardi vengono esplosi 

2) Non lasciamoli soli. Gli animali fobici potrebbero avere reazioni incontrollate e ferirsi, quindi è necessario stare loro vicino, senza esagerare con coccole e carezze. È necessario mostrarsi tranquilli e felici, cercando di distrarli, se possibile, con giochi e bocconcini, mostrando che non c’è nulla di cui preoccuparsi 

3) Non lasciamoli in giardino. Tenere in casa o in un luogo protetto e rassicurante anche gli animali che abitualmente vivono fuori in modo da scongiurare il pericolo di fuga 

4) Teniamo alto il volume di radio o televisione in modo che venga attutito il rumore dei botti proveniente dall’esterno, chiudendo le finestre e abbassando persiane 

5) Lasciamo che si rifugi dove preferisce, anche se si tratta di un luogo che normalmente gli è “vietato” 

6) Durante le passeggiate teniamoli al guinzaglio, evitando anche di liberarli nelle aree per gli animali per evitare fughe dettate dalla paura. È fondamentale non portarli fuori a mezzanotte o nelle ore immediatamente precedenti perché spesso gli scoppi iniziano con anticipo 

7) Nei mesi precedenti facciamo visitare l’animale da un veterinario comportamentalista che prescriverà la terapia da seguire, sia comportamentale che, nel caso si necessario, farmacologica. 

8) Evitiamo soluzioni fai-da-te somministrando tranquillanti, alcuni sono addirittura controindicati e fanno aumentare lo stato fobico 

9) Rivolgiamoci ad un veterinario comportamentalista per un processo graduale di desensibilizzazione, esponendo l’animale allo stimolo ad un’intensità progressivamente aumentata quando si trova in uno stato di rilassamento emozionale 

10) Sensibilizziamo l’opinione pubblica, e soprattutto i bambini, su quanto questi inutili rumori possano essere dannosi per i quattro zampe.  

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