«Non è aprendo la caccia al lupo che si risolve il problema delle predazioni di pecore. Dovremmo portare i grattacieli in montagna, questo sarebbe l’unico modo per eliminarli. Poi cosa credono, che sia facile cacciare il lupo? Di giorno si nasconde e caccia di notte, non è così facile sparargli». Ezio Maria Romano è un «cinofilo sul campo», come ama definirsi e da anni aiuta i pastori (da Murazzano nel Cuneese) nella loro lotta contro le predazioni dei lupi consegnando gratuitamente «cani da guardiania», cani che – non importa la loro dimensione – hanno il coraggio di fronteggiare i lupi per difendere il gregge. «Sono la miglior difesa – dice – quei cani che vedono il gregge che proteggono anche come cibo, ne mangiano gli escrementi e le placente degli agnelli, e così lo difendono dalle aggressioni dei lupi». Quindi niente immagine da favola del cane fedele a pecore e pastore, ma un animale che vive nel branco di cui si ciba: «Il pastore secondo lei va in giro con le crocchette?» commenta ironico.  

Presidi anti lupo  

Il cane da guardiania sta diventando un «presidio» anti lupo in tutt’Italia, soprattutto in Piemonte e Toscana, nel Cuneese, Romano ne ha fatta una seconda attività seppur di volontariato e raccoglie gli appelli e le difficoltà dei pastori di tutt’Italia, in una recente nota il suo Centro italiano selezione cani anti-lupo ha sottolineato anche il fallimento dei progetti come il Life WolfAlps «Sono anni che noi del Ciscal lamentiamo di soldi pubblici spesi male in attrezzature che non hanno offerto la minima soluzione, incompetenza nella gestione pratica dei problemi inerenti la vita dei pascoli e specialmente la totale mancanza di cultura sul cane da guardia anti lupo».  

Enzo Maria Romano non parla di razze «non è che il pastore abruzzese sia meglio del maremmano, ci sono cani che la difesa del gregge ce l’hanno nel Dna. Il gregge è anche il loro cibo, per questo lo difendono. Noi ci siamo abituati a parlare di razze, ma la storia dei cani anti-lupo non ha niente a che vedere con la cinofilia da città».  

Come e più che in Piemonte anche in Toscana gli attacchi dei lupi alle greggi sono in crescita con il numero degli esemplari di questo predatore che secondo le stime della Regione sono oltre 400 (stimate all’eccesso), mettendo in crisi la pastorizia in alcune zone come il Mugello, l’Amiata, la Maremma e l’Aretino, le zone più colpite. Già da qualche anno in collaborazione con l’Associazione regionale allevatori Toscana (Arat) sotto la direzione del tecnico faunistico Duccio Berzi tra i maggiori esperti di lupi è stata avviata una campagna informativa e sono stati realizzati una serie di interventi, fra cui recinzioni elettrificate e dissuasori elettronici, ma soprattutto sono stati dati in adozione, ai pastori che ne hanno fatto richiesta, dei cani da gregge. Anche qui animali selezionati per le caratteristiche attitudinali, per quel Dna di cui parla anche Romano, che fa di un cane qualsiasi un cane da guardiania.  

La selezione  

In sostanza funziona così: la selezione avviene per l’attitudine a difendere il gregge; si fanno riprodurre solo cani che hanno quell’istinto per poi consegnarli ai pastori. L’ultimo giovane pastore aiutato da Enzo Maria Romano veniva da Matera «Quel ragazzo – spiega Romano – si è fatto mille chilometri per venire a prendere il suo cane». Adesso però Romano chiede una trasformazione delle esperienze di volontariato: «Non è possibile continuare così, tamponando il problema con azioni di volontariato, crediamo sia arrivato il momento di trovare soluzioni ufficiali più soddisfacenti e strutturate su tutto il territorio interessato dalla ricomparsa del lupo e dall’attività della pastorizia». Per salvare il lupo si devono salvare le pecore.  

*****AVVISO AI LETTORI******

Segui le news di LaZampa.it su Twitter (clicca qui) e su Facebook (clicca qui)

*********************************

0 Comments

Leave a reply

©2024 ForumCani.com