Ha sottovalutato il pericolo, ignorando i numerosi cartelli che avvertivano di non attraversare a piedi quell’area infestata di coccodrilli. Una leggerezza che è costata la vita a un uomo di 47 anni, trascinato in acqua da un rettile di oltre 3 metri e ritrovato morto dopo ore di estenuanti ricerche a Cahills Crossing, nei pressi del Parco Nazionale di Kakadu, in Australia.

Giovedì, intorno alle 16, l’uomo, accompagnato da due donne, stava tentando di attraversare a piedi una strada sommersa per alcuni centimetri dal canale d’acqua sottostante che era esondato: un’imprudenza fatale, visti i numerosi cartelli che avvertono di non avventurarsi a piedi e di oltrepassare il lembo di terra solo a bordo di fuoristrada. Sotto gli occhi delle due testimoni, l’uomo è stato afferrato da un coccodrillo che in pochi secondi lo ha trascinato in acqua facendo perdere le sue tracce. Ai soccorritori sono servite quattro ore per individuare, a due chilometri di distanza, il suo corpo senza vita che è stato recuperato solo dopo che un coccodrillo che stava a protezione delle preda è stato abbattuto.

«Cahills Crossing è nota per essere una strada infestata da almeno 120 coccodrilli d’acqua salata, visto che attraversa l’Alligator river – ha detto Bob Harrison della polizia – Avventurarsi a piedi è indice di stoltezza. Ci sono tanti cartelli che indicano il pericolo e la vittima ha sfidato la sorte, viste le dimensioni dei rettili che stazionano in quest’area». Tom Nichols, ranger del parco, ha dichiarato a News.com.au: «La gente fa cose stupide, purtroppo. Lo diciamo in continuazione e avvertiamo sempre».

L’ultimo uomo ad essere ucciso da un coccodrillo a Cahills Crossing fu il 40enne Kerry McLoughlin che nel 1987 venne decapitato da un esemplare di 5 metri: stava pescando con il figlio quando cadde in acqua e non  riuscì a divincolarsi dalla presa mortale.

Appena un mese fa sette persone erano state salvate mentre attraversavano con il loro veicolo l’Alligator river: si erano arrampicate sul tetto della vetture e avevano iniziato a urlare con tutto il fiato che avevano in gola fino a quando non sono state recuperate da un gruppo di soccorritori.

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