Lunedì, 05 Ottobre 2015 13:11

antibioticBen vengano le recenti linee guida della Commissione Europea, purchè il processo decisionale sia “costruttivo e su base scientifica.

L’industria europea del farmaco veterinario rimarca l’adesione di lunga data al principio di un uso responsabile degli antimicrobici in veterinaria e chiama a riprova la realizzazione della piattaforma  EPRUMA e il sostegno alla sorveglianza ESVAC. E tuttavia, le recenti linee guida della Commissione Europea per il settore veterinario richiedono “un po’più di lavoro e ulteriori chiarimenti” secondo IFAH Europe (International Federation for Animal Health Europe), che incoraggia un processo decisionale “costruttivo e su base scientifica”. Suggerita anche una migliore protezione dei dati e un maggiore supporto ai laboratori diagnostici.

Le buone prassi per un uso prudente– Per promuovere l’uso responsabile di antimicrobici, per il bene sia della salute e del benessere dell’uomo e degli animali, le industrie ribadiscono i ruoli: agli Stati Membri le decisioni da prendere nel loro territorio  (sulla base della loro situazione zootecnica ed epidemiologica) e alla UE il compito di assicurare il coordinamento europeo per massimizzare l’efficacia delle decisioni prese. Se è vero che “prevenire è meglio che curare’, l’uso responsabile “quando serve, quanto serve ( as little as possible, as much as necessary) non equivale automaticamente a una riduzione di utilizzo in tutte le situazioni. Saranno le buone prassi di biosicurezza e di gestione dell’allevamento a contribuire alla riduzione degli antimicrobici.

I rischi della riduzione
–  Alcune esperienze nazionali hanno dimostrato che attenersi semplicemente a obiettivi di riduzione può paradossalmente comportare degli utilizzi scoretti  (ad esempio, l’interruzione del decorso terapeutico prescritto o dosaggi più bassi di quelli prescritti, allo scopo di attestarsi su bassi livelli d’impiego). E’ un rischio che le linee guida giustamente sottolineano, fa notare IFAH Europe. Il vero obiettivo è l’eliminazione dell’uso non necessario.  Dove si è privilegiata la scelta della riduzione quantitativa, inizialmente l’uso di antimicrobici è diminuito, ma poi è cresciuto per contrastare la permanenza di problemi di salute e di benessere degli animali in trattamento.

Il focus della questione secondo IFAH Europe- Solo un uso più razionale e mirato, può  massimizzare l’effetto terapeutico e ridurre al minimo lo sviluppo delle resistenze. Le linee guida della Commissione Europea- osserva la nota IFAH- dovrebbero quindi indirizzarsi ai casi in cui la necessità dell’impiego è indiscutibile e concentrarsi sulla scelta del prodotto più adatto, per un periodo di tempo adeguato, con il dosaggio e la via di somministrazione corretti.

Servono ‘buoni dati’-  IFAH-Europe sostiene il progetto ESVAC perchè solo la raccolta di “buoni dati” sull’uso di antimicrobici può portare a un “buon processo decisionale”. L’invito agli Stati membri è dunque di monitorare e targetizzare gli agenti patogeni in relazione alle specie animali, così come si appresta a fare l’Agenzia dei Medicinali. (fonte)

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