E’ di chi giorni fa la notizia dell’applicazione in Lombardia della legge nazionale che permette agli animali da compagnia di accedere agli ospedali, ma che ne regolamenta anche i modi.
E’ noto infatti che, per chi affronta lunghe e faticose degenze, la presenza del proprio animale domestico, anche solo per una breve visita, è un toccasana per l’umore e quindi anche per il benessere generale.

Naturalmente la presenza di animali all’interno delle strutture ospedaliere, ma anche nelle case di cura, è stata severamente regolamentata. Insomma, Fido non potra certo scorazzare libero in corsia.
Per prima cosa, se vorrete usufruire di questa bellissima opportunità dovrete fare una richiesta scritta all’Ente ospedaliero.
Successivamente verranno concordati i tempi, i modi e gli orari delle visite al degente.
Per tutelare eventuali compagni di stanza del paziente, anche questi dovranno essere informati e d’accordo sulle visite degli animali domestici in corsia.
Ma attenzione: non a tutti gli animali verrà concesso di incontrare il proprio padrone, per ovvie ragioni sanitarie e di sicurezza.
Nei reparti di chirurgia d’urgenza e di terapia intensiva, per esempio, gli animali non potranno comunque entrare.
In più: i cani dovranno essere identificabili con microchip e registrati all’anagrafe canina, e tutti gli animali dovrranno essere in regola con le vaccinazioni.
D’altra parte anche un una comune “pensione per animali”, i nostri amici a quattro zampe non vengono ammessi se non soddisfano questi requisiti.

Anche per le modalità di visita ci sono regole ben precise: i cani dovranno essere tenuti al guinzaglio, lungo al massimo un metro e mezzo, mentre i gatti, ma anche i conigli, dovranno stare in un apposito trasportino, almeno fino al momento della visita al degente. E, per tutti, è d’obbligo la presenza di un accompagnatore maggiorenne. Non rispettare queste regole costerà caro: si parla infatti di multe tra i 150 fino ai 900 euro per i trasgressori.
Al momento in Lombardia sono almeno una quindicina le Aziende ospedaliere che hanno adottato questo regolamento, prima tra tutte Niguarda, che è stata anche set di uno spot informativo, realizzato, e finanziato, dall’associazione “Amo gli animali”.

Presto però l’iniziativa potrebbe essere estesa a tutte le strutture ospedaliere e le case di cura lombarde, mentre anche Toscana e Emilia Romagna si stanno muovendo in questa direzione.

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