Premesso che esistono numerose persone che amano egualmente i cani e i gatti, è altrettanto vero che esiste un esiguo (per fortuna) numero di soggetti che non amano né gli uni né gli altri quattro zampe. Se mettiamo da parte queste due classi di persone, come vedremo dalle ricerche degli psicologi, la popolazione che ama i cani e quella che ama i gatti sono dotate di due personalità differenti.

Stanley Coren, psicologo e scrittore, per introdurre l’argomento, descrive un gustoso siparietto pubblicato su Psychology Today qualche anno fa. Scrive Coren che aveva appena finito una relazione sul come, dai tratti psicologici di una persona, si può intuire quale razza di cane è più probabile che acquisterà e aveva accennato alle differenze di carattere tra gli amanti dei gatti e dei cani. Durante il dibattito si alzò un signore che chiese: «Se quello che lei ha detto, circa le differenze di carattere tra amanti di cani e gatti, è vero, dovrebbe saper intuire se una persona famosa della storia è stato un amante dell’una o dell’altra specie». Coren, persona incline ad accettare le sfide e dotata di un ottimo senso dell’ironia accettò e l’uomo gli chiese che animale avesse posseduto Edgar Allan Poe, il famoso narratore di racconti del brivido e lo psicologo rispose che probabilmente la vita di Poe era stata riempita dall’affetto di un gatto, così come quella di Vladimir Lenin e, mentre John Lennon amava ugualmente cani e gatti, di sicuro Ringo Starr era più propenso alla compagnia di un cane. L’uomo in platea, probabilmente un insegnante di storia, annuì a tutte le risposte di Coren e, alla fine, gli chiese su quali elementi erano basate.

Le ricerche sui diversi caratteri delle grandi personalità storiche circa i loro rapporto con gli animali, specialmente con i cani o i gatti, sono numerose e si tratta di uno studio affascinante, non solo per gli specialisti di psicologia, ma anche per le persone comuni. Pur con alcuni i limiti scientifici che tali ricerche sottendono, analizzando il carattere di numerose persone che avrebbero svelato solo alla fine dei test la loro predilezione per i cane o il gatto, in effetti ne esce un quadro molto vicino a quell’apparente stereotipo che vede il gatto amato dai grandi artisti e il cane amato dai grandi condottieri. Potremmo citare, come capofila degli artisti gattofili, Baudelaire che ha scritto poesie sublimi su di loro, mentre, sul fronte avverso, potremmo citare Napoleone che nutriva grande stima per i cani, eccettuato Fortunè, il Carlino di Josephine, che gli contendeva il talamo nuziale a suon di morsi.

Andrea Guastello e i suoi collaboratori della Scuola di Psicologia in Florida, hanno dunque reclutato 418 studenti universitari, sottoponendoli a un test di personalità circa le loro preferenze per cani o gatti, escludendo dallo studio quelli che dichiaratamente odiavano gli animali. A tal proposito, fra parentesi, è emerso che i gatti sono molto più odiati dei cani.

Andando ad analizzare le risposte ai lunghi e articolati quesiti degli psicologi, questo è il succo concentrato di quanto ne è uscito. La personalità «felina» è timida, solitaria, impersonale, seriosa e non conformista, ma anche creativa, sentimentale, indipendente e autosufficiente. Al contrario, la «personalità canina» è pragmatica, dignitosa, così come calda, estroversa, socievole ed espressiva.

Dagli studi è anche emerso che gattofili e cinofili non difficilmente si guardano un po’ in cagnesco (o gattesco, fate voi).

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