Il meccanismo è semplice: farsi affidare i gatti promettendo la sterilizzazione a un prezzo vantaggioso per poi chiedere ad Ats di procedere all’operazione come se i felini facessero parte di una colonia felina riconosciuta.

Il riconoscimento di una colonia felina, che può essere composta anche da un solo gatto che risulti libero sul territorio, garantisce infatti la presa in carico degli animali da parte del Comune in cui la stessa si è insediata: ed è proprio tra le maglie di questa tutela che prevede tra le altre cose la sterilizzazione gratuita che si è infiltrata la pratica illegale che configura a tutti gli effetti il reato di truffa ai danni dello Stato.

Le pratiche per il riconoscimento di una colonia felina sono molto semplici e veloci e richiedono solamente due documenti da consegnare in Comune e all’Ats: una volta riconosciuta, al responsabile viene assegnato un codice identificativo della colonia con il quale potrà accedere alle prestazioni gratuite.

A Bergamo e provincia, purtroppo, il fenomeno si sta diffondendo e sta assumendo dimensioni allarmanti a causa di diversi responsabili di colonia, detti volgarmenti “gattari”, che sfruttando il proprio ruolo riescono a intascare illegalmente dai padroni dei gatti cifre che si aggirano attorno ai 50 euro per ogni animale da sterilizzare.

Il costo di un’operazione di sterilizzazione in media può variare dai 90 ai 100 euro per un esemplare maschio e dai 120 ai 150 per le femmine, quindi cifre più alte di almeno il doppio o il triplo rispetto a quanto richiesto dai “gattari” disonesti che a volte possono contare sulla complicità di chi affida loro gli animali per risparmiare mentre in altri casi sfruttano semplicemente l’ingenuità o la scarsa conoscenza della materia.

Il meccanismo creato, anche se sempre di difficile individuazione, ha però un punto debole: ad ogni felino sterilizzato da Ats viene tagliata la punta dell’orecchio sinistro e viene applicato un microchip, segni distintivi che rendono subito riconoscibile un gatto randagio che ha subito l’operazione da un altro che ancora non è stato catturato.

In particolare l’orecchio sinistro tagliato (come da foto sopra ndr) deve essere il campanello d’allarme per chi dovesse aver affidato inconsapevolmente il proprio gatto a chi si sta macchiando di questo crimine: è il chiaro segnale che l’operazione è stata svolta gratuitamente tramite Ats e il consiglio, in questi casi, è quello di avvisare proprio il distretto veterinario della stessa o l’Ente Nazionale Protezione Animali, che a Bergamo gestisce il gattile di via Mangili.

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