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     giorgia
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    collocare storicamente l’inizio dell’utilizzo del cane come “mezzo di trasporto” non è molto semplice nel senso che, da quanto ne sappiamo noi, potrebbe risalire a tantissimi anni fa: in linea generale si tende a considerare la nascita delle razze nordiche e quindi dei cani da slitta intorno a 30000 anni fa, con le grandi migrazioni dei popoli dell’asia centrale che per ragioni storicamente ignote iniziano una grande migrazione verso i territori del nord. le migrazioni presero molte direzioni diverse: una parte verso nord ovest e quindi verso carelia e mar bianco mentre altre verso est e verso la siberia, che è separata dall’alaska da 55 miglia di mare che per buona parte dell’anno è gelato, lo stretto di bering, interrotto da isolette sparse distanti pochi chilometri l’una dall’altra. attraverso questo stretto circa 10000 anni fa tribù di nomadi raggiunsero il canada, le americhe mentre altri raggiunsero l’atlantico e la groenlandia: la maggior parte dei cani asiatici volpinoidi (chow chow,akita inu, hokkaidoken) sono molto probabilmente dello stesso ceppo dei nordici. la differenziazione delle varie razze è stimata attorno a 3000 anni fa.
    più facile invece diventa definire la sua nascita come disciplina sportiva: riguardo ai territori siberiani (patria d’origine del siberian husky) si sa molto poco se non che già alla fine dell’ottocento si svolgevano gare di lunga distanza nella zona della foresta lungo il fiume kolima. molto di più ( ed è per questo che viene considerata la vera patria e la vera nascita delle competizioni di sleddog) si sa riguardo quanto accadeva in alaska : alla fine del 1800 i territori del nord america erano in pieno fermento per la mitica “corsa all’oro” nel klondike (chiunque abbia anche solo una volta nella vita preso in mano un topolino e letto una storia in cui c’era zio paperone non può non ricordare la parola klondike !!) dove dall’occidente arrivavano i cercatori con le loro piccole manie occidentali come quella di “portare all’eccesso qualunque forma di competizione”.

    il clima inospitale e i lunghi inverni artici permettevano però la ricerca dell’oro solo per pochi mesi l’anno e gli avventurieri dovettero ingegnarsi per passare il tempo.i cercatori erano personaggi molto particolari, per buona parte quelli che noi oggi definiremmo “brutti ceffi”: credo che tutti almeno una volta nella vita abbiano visto “il richiamo della foresta”: ecco questo film ci da’ un’idea dei personaggi: d’altra parte pensare anche solo alle condizioni proibitive che si trovavano in quei luoghi ci fa immaginare come chi decidesse di abbandonare il poco che aveva per partire fosse una persona che aveva poco, quasi nulla e sperava di redimere la propria esistenza. dopo aver passato mesi ad ubriacarsi ed azzuffarsi nei bar scovarono un modo ben più divertente e soprattutto redditizio di passare il tempo: fare gareggiare i loro cani!
    ovviamente intorno a questi avvenimenti si creò un corollario di non grande rispetto, fatto di zuffe, scommesse, rivalità molto poco sportiva…insomma come un bel campionato di calcio moderno!
    a parte gli scherzi, ovviamente era molto prestigioso, ed anche altrettanto redditizio, possedere un cane campione.
    quello che è accaduto di preciso non lo si sa ma si sa che nel 1908 in alaska si svolse la 1° corsa organizzata per cani da slitta: era la prima edizione della all alaska sweepstake una corsa di 408 miglia nelle terre del klondike.
    ma chi erano i “corridori”??? non certo cani di razza ma incroci o casuali o mirati a volte per aggiungere potenza o forza o resistenza.
    nessuna traccia di nordici veri e propri….soprattutto nessun siberian husky: per la loro comparsa in quelle terre bisogna attendere l’arrivo di un commerciante russo, william goosak che nel 1909 sbarca in alaska portando con se una muta dei famosi “topi siberiani”. erano i cani dei ciukci, di cui qui non mi dilungo perché ne abbiamo già lungamente parlato nello speciale di razza dedicato al siberian husky. erano di fatto i primi cani di razza ad apparire sul panorama delle corse (anche se definirli razza è un po’ generoso).
    nella seconda edizione della all alaska questi cani fecero capire che erano tutto fuorché topi ed in seguito alle massicce importazioni che seguirono la competizione, alla 3° edizione sbaragliarono decisamente qualunque concorrenza.
    questi sono gli anni d’oro delle corse con i cani, che portarono il siberian husky ad essere razza (e che razza verrebbe da dire!!), i musher a divenire personaggi mitici come l’indimenticato george attla e l’ancora più famoso leonhard seppiala. la popolarità di questo sport lo porta ad essere il nuovo sport nazionale alaskano e nascono competizioni di tutti i tipi e per tutti i gusti.
    e’ la consacrazione dello sleddog!
    attualmente le due competizioni principali alaskane sono ancora la all alaska sweepstake e la mitica (per chiunque) iditarod (la corsa che commemora “la corsa del siero” affrontata da lehonard seppala per portare il siero antidifterico a nome.)
    e dalle nostre parti? in europa centrale lo sport arriva verso la fine degli anni sessanta sotto la spinta di studiosi ed appassionati del grande nord. soprattutto grazie alle spedizioni con i cani da slitta nei territori estremi ed inospitali che caratterizzano l’inizio del 1900 (chi non ricorda la storia di antartica?) l’europa comincia sentire parlare di cani da slitta, di sleddog, di corse. nascono così i primi “sled dogs camps” (1965-1966-1967) quelli che noi attualmente chiameremmo “stage” nei quali i musher “nostrani” (o meglio gli aspiranti tali) possono per le prime volte entrare in contatto con i cani da slitta , le attrezzature e le tecniche.
    le gare europee nascono in prima istanza con cani solo di pura razza (le 4 riconosciute dalla fci come da slitta, cioè siberian husky, alaskan malamute, samoyedo e groenlandese) e su percorsi brevi (questo soprattutto a causa delle conformazioni delle nostre montagne che non presentano certo le grandi distese gelate che si trovano in alaska ma anche al fatto che i musher europei erano “dilettanti allo sbaraglio” che non avevano la possibilità e le capacità per arrivare alle gare con cani allenati per affrontare percorsi più impegnativi).
    ma inutile dire che il fascino delle “grandi corse” del nord non era cessato nel cuore dei musher europei, che cominciarono quindi visitare, studiare ed infine percorrere le grandi piste alaskane.
    fu questo che portò a cercare anche in europa la “pista lunga”, la “nostra iditarod” e fu così che nascono le prime “long trail” (le attuali middle trails) di circa 120 km suddivisi in due o tre tappe a seconda della preparazione atletica dei cani.
    nel 1983 nasce la prima associazione che raggruppa le varie associazioni locali che si erano formate di tutela dello sleddog in un unico organismo europeo, pur riconoscendo l’individualità di ciascuna: l’esdra (european sled dog racing association). il suo compito fondamentale era quello di uniformare i vari regolamenti ed organizzare annualmente una gara di campionato europeo per i musher delle varie nazioni.
    l’italia come sempre, è il fanalino di coda e si avvicina a questo sport solo a fine anni 80 grazie alla gara che dal 1982 un gruppo di appassionati organizzava annualmente in provincia di brunico.
    nel 1988 altra tappa fondamentale dello sleddog europeo: nasce la “nostra iditarod”, cioè l’alpirod. ovviamente la conformazione geografica del nostro territorio non permette di organizzare un’unica tappa e l’alpirod si svolge su tappe successive ma collegate tra loro partendo dall’italia, passa in francia e da qui in svizzera, germania, austria per poi terminare con una favolosa e mozzafiato tappa di 200 km in notturna di nuovo in italia e più precisamente sul territorio dell’altipiano di asiago. l’alpirod è stata organizzata annualmente dal 1988 al 1994 anno in cui subisce una battuta d’arresto. improvvisamente ed apparentemente senza motivi gli organizzatori di questa corsa decisero di porre fine alla loro bellissima (ma immaginiamo anche faticosissima) esperienza: il colpo è duro da sopportare proprio perché alpirod non era solo la corsa europea più importante alla quale partecipavano anche team provenienti da canada ed alaska, ma era anche e soprattutto una competizione molto ben organizzate che aveva fatto conoscere e reso popolare uno sport nuovo e bellissimo sulle alpi, attraversando luoghi con paesaggi incantevoli.

    fu così che due musher tedeschi, lutz binzer e heini winter, che avevano partecipato a tutte le edizioni dell’alpirod affrontarono l’amara sorpresa decidendo di organizzare loro stessi una nuova corsa a tappe che potesse mantenere la tradizione della prima grande corsa europea: nel 1996, con una formula meno complessa, tappe più vicine e ripetute nell’arco di una settimana, nasce la alpen trail raccogliendo entusiasmo ed adesioni anche dai musher d’oltreoceano. dal 1996, con la sola esclusione del 2002 per mancanza di neve, l’alpen trail è divenuta una tappa fissa e immancabile per amanti ed appassionati.
    una cinquantina i team partecipanti, provenienti da germania, francia, spagna, olanda, scozia, stati uniti e naturalmente italia che, ogni anno, nel mese di gennaio, si sfidano con i loro cani lungo percorsi ad anello per un totale di circa 300 km suddivisi in sei tappe nell’arco della settimana di gara.

    le incantevoli piane dell’ engadina e dell’ alta val pusteria, in alto adige, con giro di boa a cortina d’ampezzo, già storiche tappa di alpirod, sono divenute negli anni le località fisse sedi di tappa di alpen trail. dall’edizione 2005 l’alpen trail si apre anche alla alpi lombarde, attraversando il cuore della valdidentro in valtellina, scelta per la tappa di apertura.

    la formula semplificata con partenza ed arrivo nella medesima località oltre a facilitare l’organizzazione logistica dei team partecipanti, permette anche una maggiore affluenza di pubblico nel luogo dell’evento.
    gli organizzatori dell’alpen trail stanno infatti organizzando anche manifestazioni corollarie alla gara, dove si da’ la possibilità agli intervenuti di provare l’ebbrezza della slitta, anche ai più piccini.

    associazioni e club
    chi decidesse di avvicinarsi al mondo dello sleddog e cercasse informazioni su associazioni e club si troverebbe probabilmente, come è capitato a me, in un labirinto infinito di sigle e arriverebbe a non capirci nulla.
    tra associazioni italiane, europee, internazionali, club, amatori, amici dello sleddog vi garantisco che c’è da farsi venire il mal di testa.
    qui ci limiteremo a suggerirvi le due federazioni (almeno al momento in cui stiamo scrivendo perché si sa che in cinofilia nulla è mai fisso e si cambia continuamente) una riconosciuta coni, l’altra nata dal gruppo che da anni in italia si occupa di sleddog , attualmente attive sul territorio nazionale, le quali a loro volta hanno club associati, scuole di mushing, affiliazioni ad altre associazioni europee o mondiali ecc.
    le due federazioni sono rispettivamente la fimss (federazione italiana musher e sleddog sport) e la fiss (federazione italiana sleddog sportivo).
    da qui potrete poi muovervi come riterrete più opportuno per esplorare questo meraviglioso mondo!!

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