Subire violenze domestiche, nel luogo in cui ci si dovrebbe sentire più protetti, da chi dovrebbe amarci, hanno effetti devastanti sulla vita di chi le subisce. È capitato a Melissa Dohme. Ma è capitato anche alla Pit Bull Khalessi. La donna e la cagnolina hanno vissuto le stesse esperienze, ma da questo dolore è nato un amore che li lega in maniera speciale. 

ACCOLTELLATA 32 VOLTE DAL FIDANZATO  

«Mi chiamo Melissa Dohme. Ho 22 anni e vivo a Clearwater, in Florida. Il 24 gennaio 2012 mi sono ritrovata in un ospedale circondata dall’amore della mia famiglia, coperta di bende, con un tubo in gola, attaccata a delle macchine che monitoravano la mia vita. Ho pregato Dio che mi salvasse». Muove nervosamente le mani, lo sguardo è basso, perso in quei terribili momenti, ma Melissa ha avuto il coraggio di andare in tv e raccontare la violenza domestica che aveva subito: il fidanzato di allora, accecato da un’assurda gelosia, l’aveva aggredita brutalmente, picchiata e accoltellata 32 volte. Così è stata trovata, sull’asfalto di fronte a casa sua, in una pozza di sangue. Molti dei colpi inferti Melissa li ha subito al viso, ferite che le hanno lasciato profonde cicatrici: «Doversi guardare allo specchio ogni giorno e vedere che sono diversa a causa di qualcun altro ha fatto è stato difficile da accettare» racconta Melissa alla Abc News. 

IL PIT BULL SENZA MUSO  

Anche Khalessi ha subito profonde ferite. Una brutalità così violenta da avergli fatto perdere buona parte del muso. La femmina di Pit Bull forse è stata usata come “cane esca” nei combattimenti: incatenata, senza potersi difendere, veniva attaccata da altri cani trasformati in strumenti di violenza.  

UN LEGAME SPECIALE  

Khalessi ha perso buona parte del suo muso, ma Melissa vede in lui la sua vera bellezza: «La sua anima è bella. Lei vuole solo amare e scodinzolare». La quattrozampe è stata salvata dai suoi carnefici nell’agosto scorso e negli ultimi tre mesi ha fatto grandi miglioramenti grazie assistenza dell’associazione “Passion for Pets”. Il percorso di recupero per Melissa è stato molto più lunga: a tre anni di distanza dall’aggressione, ha dovuto sottoporsi a molti interventi chirurgici. L’ultimo ad agosto a Boston per ripristinare la circolazione del viso e per poter tornare a sorridere.  

Ora i due sono inseparabili e conducono una battaglia insieme: «Non potrete farci tacere – spiega Melissa -. Ho una voce. Mi hanno ridato la voce e sarò quella di Khalessi: faremo di tutto per aiutare gli animali e le persone maltrattate, dimostreremo che vince l’amore». 

twitter@fulviocerutti  

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