Humane Society ha liberato 103 cani in Corea del Sud. L’associazione animalista lotta per far cambiare questatradizione presente nel Paese

Pubblicato il 19 ottobre 2015 13:33 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2015 13:33

di redazione Blitz

NEW YORK – Non solo in Cina: anche in Corea si mangiano i cani dato che per motivi ancestrali si pensa che questi animali abbiano una carne molto nutriente. I più pregiati sono i mastini. Sulle tavole arrivano però anche i  chihuaha che hanno una carne considerata più tenera.  A mangiare cani sono gli anziani che prediligono una sorta di spezzatino. I più giovani invece, vivono questa pratica e tradizione con grande imbarazzo.

In Corea, nel 2018 si terranno le Olimpiadi invernali. E proprio in attesa di questo evento che attirerà milioni di telecamere sul paese asiatico, l’associazione americana Humane Society ha lanciato una crociata che ha lo scopo di convincere gli allevatori coreani a smettere del tutto la produzione di carne canina passando ad altre produzioni.

Nel corso di quest’anno, l’Humane Society è riuscita a convincere tre fabbriche a chiudere. L’ultima è stata lo scorso settembre, e i 103 cani salvati in quella missione sono da poco arrivati negli Usa dove sono stati tutti adottati. Il video che segue racconta di questo salvataggio. Kelly O’Meara, responsabile della HS per gli animali da compagnia, racconta che i cani terrorizzato

“Una volta che hanno capito che non volevamo far loro del male, hanno cominciato a scodinzolare Hanno da donare tanto amore, è sconvolgente pensare che erano destinati a essere macellati”.

Nel gruppo di volontari, oltre ad americani c’erano anche dei giovani coreani. Uno di loro ha raccontato la commozione. Toccando la testa di un cane spaventato il ragazzo racconta di aver

“Capito che non aveva mai avuto un gesto di tenerezza nella sua vita. Eppure ha subito intuito che non volevo fargli del male, e ha spinto il muso fuori dalla gabbia per farsi carezzare”.

La Humane Society spera che l’opinione pubblica di quel Paese cambi. La Corea è infatti l’unico paese asiatico ad allevare appositamente cani e poi venderli nei mercati dopo averli uccisi con una scarica elettrica. Negli altri paesi asiatici non esiste una vera e propria industria dei cani destinati al cibo. Vengono acchiappati per strada, uccisi e macellati. L’associazione, quest’anno ha aiutato tre fattorie a passare alla produzione di riso e mirtilli che fra l’altro fruttano di più rispetto ai cani. Le imprese coreane si dimostrano interessate ai cambiamenti, anche se nel Paese restano ancora 2 milioni di cani allevati per essere appositamente uccisi e macellati.

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