Vi sembra facile ritrarre un gatto? Per Valentina è pane quotidiano, e non lo trova affatto semplice. “Non si tratta di dipingere un gatto generico – spiega -. Bisogna ritrarre proprio quel gatto. La sfida è cogliere la sua espressione, catturare la sua anima”.
    Non è mica facile fare la ritrattista felina. Valentina Pierella, giovane pittrice romana, lo fa da dieci anni. La gente le manda la foto del suo micio, via email, Whatsapp o Facebook.
    Lei lo ritrae a matita, acquerello, acrilico o olio, secondo il desiderio (e il portafoglio) del padrone. Quindi spedisce l’opera al cliente. Per un quadro a matita ci vogliono 3 o 4 giorni, per un olio anche un mese. I prezzi vanno da 120 a 300 euro, a seconda della tecnica.
    “Non ci sono altri ritrattisti di gatti in Italia, quindi ricevo richieste da tutto il paese – racconta -. Qualcuno mi chiede anche di ritrarre il suo cane o il coniglio, oppure i bambini. Io faccio tutto, ma i gatti restano la mia passione”.
    Valeria è laureata in Storia dell’arte e ha sempre dipinto.
    Faceva la restauratrice, finché l’amore per i suoi tre gatti le ha fatto scoprire i ritratti felini. Una passione che si è trasformata in un lavoro vero e proprio. “Non dire gatto se non l’hai ritratto” è il nome della sua bottega, con sito e profili Facebook e Instagram.
    Se chiedi a Valeria quale dei felini che ha ritratto l’ha colpita di più, risponde subito Felix, uno bel tigrato rosso. La padrona le aveva mandato la foto dopo la sua morte, per avere un dipinto che lo ricordasse. “Quando ha attaccato il quadro in casa – racconta la pittrice – gli altri suoi gatti si sono raccolti sotto e hanno cominciato a miagolare. Avevano riconosciuto il loro amico”.

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