Si apre una prospettiva nuova  ‘se non sarà affossata dal Ministero dell’Università dal Mef o dalle Regioni’.

“Finalmente non saremo più figli di un dio minore”. Dopo “un lungo e non facile lavoro di rivendicazione e mediazione” con il Ministero della Salute il Segretario Nazionale del SIVeMP Aldo Grasselli, parla di ” un grande passo avanti nel riconoscimento della identità di diritti tra medici chirurghi e medici veterinari”.
La scorsa settimana, il documento sull’art. 22 del Patto per la salute “ha riscosso un tiepido ok da parte delle sigle sindacali”, si legge in una nota del Sindacato dei veterinari pubblici, ma è ” un atto politico importante” che ha l’assenso del Ministero della Salute e dei sindacati e sul quale il Miur e le Regioni comunicheranno le eventuali osservazioni in settimana.
Per i medici veterinari l’ipotesi convenuta “è una svolta perché finalmente prevede che la definizione del fabbisogno annuale e prefigura percorsi di formazione per gli specializzandi veterinari effettuabili non solo nelle sedi universitarie ma anche, con modalità eguali a quelle operanti per i medici chirurghi, nella strutture del Ssn (ASL e IZS) e, soprattutto, sulla base di borse di studio analoghe a quelle riconosciute ai medici chirurghi”.
E’ questa rilevante novità che, “se non sarà affossata dal Ministero dell’Università dal Mef o dalle Regioni, darà ai medici veterinari una prospettiva nuova e un percorso pre-assunzione molto più garantito e probabilmente anche più rispondente alle necessità del Ssn”.
Dunque, secondo il SIVeMP, il documento “è la miglior sintesi oggi possibile, ma alcuni argomenti si potranno riprendere nel corso del confronto col Ministero della salute”. (fonte)

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