Da oggi in Europa è confermato il divieto al commercio di prodotti di foca ottenuti dalla caccia commerciale, così come è vietato introdurre nel mercato dell’Unione Europea prodotti derivanti dalla cosiddetta caccia di gestione (per il contenimento delle popolazioni di foche, presenti anche nel nord Europa). 

Con le modifiche intercorse al testo originario del 2009, approvate a maggioranza (631 favorevoli, 31 contro, 33 astenuti) con il voto di oggi in plenaria al Parlamento UE si è quindi definitivamente conclusa la questione del divieto di commercio in Europa dei prodotti di foca vigente dal 2010, ma subito oggetto di ricorsi, presso la Corte di Giustizia UE prima e l’Organizzazione Mondiale del Commercio poi, da parte dell’industria della pellicceria e di trasformazione dei prodotti di foca. 

Si tratta di un risultato storico veramente importante per il quale la LAV, insieme ad un network internazionale di decine di organizzazioni impegnate da anni nel salvare le foche, è stata sempre in prima linea: dalla spedizione in Canada nel 2004 per documentare le atrocità commesse a questi animali, al lavoro svolto presso le sedi decisionali politiche e giudiziarie” – dichiara Simone Pavesi, Responsabile LAV Campagna Pellicce. 

“Ora la Commissione Europea dovrà assicurare uno scrupoloso monitoraggio della filiera Inuit per evitare che il divieto generale di importazione e commercio venga strumentalizzato con l’apposizione di presunte certificazioni della sussistenza delle popolazioni indigene a copertura del business dell’industria della pellicceria”.

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