Mercoledì, 13 Aprile 2016 11:44

governo stato regioniDopo la sesta e ultima lettura, il Parlamento italiano ha approvato la riforma costituzionale (Ddl Boschi) che ora sarà sottoposta al parere dei cittadini con il referendum confermativo.
Oltre a riformare il bicameralismo perfetto’,  il ddl Boschi modifica il Titolo V del testo costituzionale che tratta il rapporto tra Stato e Regioni, in particolare gli articoli 116 e 117, eliminando la legislazione concorrente fra Stato e Regioni e riattribuendo al primo la competenza legislativa su alcune materie di rilevanza costituzionale come la salute. Il provvedimento – oltre a rivedere il riparto delle competenze legislative tra lo Stato e le regioni sopprime la potestà concorrente e l’introduzione della cosiddetta clausola di supremazia, “che consente alla legge dello Stato, su proposta del Governo, di intervenire in materie di competenza regionale a tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica o dell’interesse nazionale” spiega il relatore di maggioranza On Emanuele Fiano.

“L’elenco delle materie di competenza esclusiva statale è profondamente modificato”, spiega Fiano. Allo Stato sarà affidata la competenza esclusiva sulle “politiche sociali”; quella in materia di tutela, sicurezza e politiche attive del lavoro, tutela alimentare e promozione della concorrenza. Alle Regioni rimarrà il potere di legiferare su “pianificazione del territorio regionale, mobilità al suo interno, dotazione infrastrutturale, programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito dei servizi alle imprese e in materia di servizi scolastici, istruzione, promozione del diritto allo studio, anche universitario”. Fra le materie attribuite alla esclusiva competenza dello Stato: l’ordinamento delle professioni (materia fino ad oggi concorrente) il coordinamento informativo dei dati, dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche dell’amministrazione statale, regionale e locale.

L’Aula ha accolto l’emendamento “Devolution” di Francesco Russo (Pd) con il quale viene incentivato il cosiddetto “federalismo differenziato”, che distingue tra Regioni virtuose e non. Solo alle prime lo Stato potrà decidere di “devolvere” ulteriori poteri, comprese le “disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per le politiche sociali e il commercio con l’estero”.

La revisione del Titolo V che sopprime le materie di competenza concorrente fra Stato e Regioni, intende arginare il contenzioso amministrativo che in oltre quindici anni (dopo la riforma federalista del 2001) è costato ai cittadini in termini economici e di incertezza giuridica.

Comunicato della Camera dei Deputati

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Disegno di legge: S. 1429-D. – DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE: “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”

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