Pisa, 15 gennaio 2018 – Aveva due mesi quando lo ha trovato su un albero del suo giardino accerchiato da cani. Era deperito e selvatico, ma Giacomo Carrara che ha anche altri animali, lo ha accolto facendolo crescere. Qualcuno, però, lo ha preso di mira e l’animaletto, Giri, lo aveva chiamato, è morto. Hanno passato cinque anni insieme. Il micio è rimasto un po’ restio, amava la sua libertà, ma tornava quasi ogni giorno a casa, a Madonna dell’Acqua, località Il Marmo, per il cibo, le coccole e per giocare con gli altri canini. Fino a poche settimane fa. «Quando ho notato che aveva qualcosa che non andava», racconta Giacomo. «Un mesetto fa l’ho visto arrivare ed era in difficoltà. Era evidente, non si faceva toccare, scappava».

Giacomo insiste e un giorno in cui l’animale era particolarmente indebolito, riesce a prenderlo e metterlo nel trasportino. «Ho notato delle lesioni e l’ho portato alla clinica veterinaria di Lucca. Dove lo hanno ricoverato e hanno cominciato a curarlo. Ma c’era qualcosa di più, di non superficiale, così gli hanno fatto esami e radiografie. Da cui hanno visto che aveva pallini da caccia nel corpo, ma questo è quasi normale, visto che frequenta spesso le zone di caccia, ma, fatto anomalo e preoccupante, 2 proiettili di carabina per il tiro a segno: uno a ridosso della colonna vertebrale e una all’interno del torace».

«Mi dissero che era grave – ricorda il signor Carrara – Aveva un versamento pleurico e una frattura dello sterno. In pratica avevano fatto il tiro a segno con lui e la frattura era stata provocata da un calcio e o una bastonata. E’ rimasto diversi giorni in clinica, ma poi soffriva troppo. E ho acconsentito affinché lo sopprimessero». Due le denunce presentate: «ai carabinieri forestali e alle gurdie del parco». Inoltre, il caso è stato segnalato alle guardie ecozoofile, sezione Anpana, presieduta da Michele Mennucci. «Abbiamo una colonia di gatti selvatici qui vicino e a questo punto sono tutti a rischio. Ogni tanto sento sparare e lo segnalo a chi controlla il territorio. Vorrei soltanto che gli animali fossero al sicuro», aggiunge Carrara.

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