all’unipol arena

Tifosi e bandiere, salti e piroette
Sono le olimpiadi dei cani

Show a quattro zampe tra ostacoli e palline
In gara 480 animali da 37 nazioni

Un momento della gara Un momento della gara

BOLOGNA – Hanno spogliatoio, massaggiatore e divisa. Saltano, corrono e si smarcano con velocità rara. A fine gara si portano via la palla, perché hanno ancora voglia di giocare. Che poi è una pallina da mordere. Si gioca nel tempio del basket, ma si tratta di «agility». E gli atleti hanno sei zampe. Due sono le gambe del conduttore, quattro sono quelle agilissime di Border Collie, Shetland Sheepdog, Cocker Spaniel e di altri pelosi atleti ancora.

All’Unipol Arena il mondiale di agilità per cani

LA COMPETIZIONE – All’Unipol Arena fino a domenica si svolge l’Agility World Championship, che richiama ad ogni appuntamento una bella folla di tifosi colorati, con bandiere e volti dipinti come negli spalti durante le olimpiadi. 480 cani provenienti da 37 paesi si sono dati appuntamento a Casalecchio per una competizione che non fa distinzione di razza. Si gareggia sia individualmente sia a squadre, divisi in categorie in base alle taglie degli amici animali: small, medium, large.

IL MOVIMENTO – Lo scorso anno i campioni sono stati Hoss, Kiki e Jet. Nelle qualifiche si erano distinti anche gli italiani. Quest’anno ci riprovano, schierando 19 bravi atleti scodinzolanti. Il conduttore più giovane del team è Giulia Morteo, ha 24 anni. Studia ancora (da igienista dentale) e ha un Parson Russel Terrier di nome Jess. «Come tutti i bambini, da piccola volevo un cane. Mi arrivò un dolcissimo cocker meticcio e con mio padre andammo in un campo ad addestrarlo. Poco distante si allenavano per questo tipo di concorsi e così cominciai. È una droga, non riesci a smettere: si crea un rapporto simbiotico con il tuo cane». Per alcuni diventa un mestiere. Rimangono nel settore, addestrano, tengono corsi, conferenze. Non per l’emiliano del gruppo, Fabio Zannoni. «Io continuo a fare l’operaio, a Bagnacavallo. Mi piace, mi diverto con la mia Edy. Passo i weekend in giro per l’Italia a partecipare alle gare, ho l’armadio pieno di coppe, ma la soddisfazione di essere qui e rappresentare per il terzo anno la Nazionale non ha prezzo».

GLI «ATLETI» – Sia chiaro: non si vince nulla più di una coppa. Nemmeno un euro. Al massimo il proprio cucciolo viene ingaggiato come testimonial per una marca di mangime per cani. «Qui vince l’affiatamento, non il cane più veloce o il padrone più sveglio», spiega il selezionatore Vittorio Papavero. All’Unipol sfilano uomini e donne dai capelli bianchi o cicciottelli senza sfigurare. Il percorso di «agility» viene presentato pochi minuti prima della gara, quindi il conduttore lo studia rapidamente e poi lo deve spiegare al suo compagno a quattro zampe. Starli a guardare mentre dialogano è uno spettacolo per il cuore.

Francesca Blesio

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