Nel gatto anziano sono molto frequenti problemi di natura odontostomatologica. Esistono patologie che non coinvolgono direttamente la struttura dentaria, ma sono comunque origine di seri problemi alla bocca e all’apparato masticatore, compromettendo la capacità di alimentarsi del gatto e di conseguenza il suo benessere.

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Una di queste è per l’appunto la stomatite cronica felina, caratterizzata da dolorose lesioni infiammatorie ulcerative della mucosa buccale. Le lesioni sono principalmente localizzate a livello della mucosa alveolare che delimita i premolari inferiori e superiori, così come sulle pliche palatolinguali. Sebbene siano patologie che non coinvolgono direttamente il dente, nel gatto anziano spesso è associata una parodontite concomitante.

La parodontite si sviluppa per azione del sistema immunitario contro i batteri Gram negativi normalmente presenti nella bocca. Nel gatto anziano però, naturalmente immunodepresso, il sistema immunitario non è così efficiente e il risultato e lo sviluppo concomitante di una malattia parodontale, che complica la sintomatologia e compromette la risoluzione del problema.

La stomatite cronica felina è una patologia che può essere complicata anche dalla presenza di alcune malattie sistemiche caratteristiche anch’esse del gatto anziano, prima tra tutte l’insufficienza renale. In un gatto nefropatico difatti i livelli sierici di urea, o azotemia, tendono a essere molto elevati, ancor di più se l’insufficienza renale non è ben controllata. L’urea è un prodotto di degradazione delle proteine che viene naturalmente eliminata dai reni, quando questi non funzionano tende ad accumularsi nel sangue. Essendo un prodotto istolesivo, oltre a creare danni agli organi interni uno dei tessuti più frequentemente colpiti è per l’appunto la mucosa buccale; ciò crea inevitabilmente ulcere e lesioni che possono causare o complicare una già presente gengivite – stomatite.

Il trattamento medico prevede l’utilizzo di antibiotici, anti – infiammatori, immunosoppressori, e spesso è il primo a essere utilizzato. Se anche non consente la guarigione, permette una remissione più o meno lunga dei sintomi. Quello che, attualmente da migliori risultati è il trattamento odontoiatrico, che consiste nell’estrazione di tutti i denti affetti da periodontite moderata o grave, di quelli che presentano riassorbimenti odontoclastici e di quelli contigui alle lesioni da buccostomatite o palatoglossite. A condizione di reperire tutti i frammenti radicolari nascosti, grazie alle radiografie dentarie, i risultati ottenuti sono pari all’ 80% di guarigioni cliniche.

Questo trattamento, spesso aggressivo, migliora il benessere e la condizione generale dell’animale e gli consente di ritrovare le migliori condizioni di vita possibili.

 

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