Mi dite se vi è piaciuto il racconto che abbiamo letto? Cosa vi è piaciuto di più?

«A me no. Era triste. Perché certe cose non si fanno. È sbagliato. Non si fanno soffrire gli animali». «A me è piaciuto». «Anche a me. Anche l’inizio era bello. Quando abbiamo letto la prima parola, “Bau”, io non capivo bene, ma dopo ho capito che a parlare era un cane». «Però non è un cane vero, eh? È un uomo o una donna che fanno finta di essere un cane. È uno scrittore che scrive, non un cane. Perché i cani non sanno scrivere, non riescono». «Be’, questo si sapeva già, non sanno neppure parlare…». «Però quando ho letto “Bau” io ho capito subito che era un cane che aveva scritto quel racconto perché quello è il suono del cane, il verso. Quando abbaia». «Non lo ha scritto. Non è lui, il cane. Lui è il personaggio principale». «Per me il racconto era molto triste perché lo hanno abbandonato». «Anche per me era un po’ triste. Cioè, era divertente perché era lui che parlava, il cane. Però era triste per quello che diceva». «Lui si chiamava King. In inglese King vuole dire re, mi pare». «Sì, vuol dire così». «Perché lui era un cane famoso, forse».

Allora, adesso fatemi un riassunto della storia, dall’inizio alla fine.

«L’inizio è un cane che fa “Bau” e saluta tutti quelli che stanno leggendo, cioè noi bambini. Poi racconta la sua storia che è un po’ strana, un po’ drammatica». «Cosa vuol dire?» «Triste». «La storia… La storia inizia che lui è in un canile. Però è furbo. Di notte King apre la chiave del cancelletto e libera tutti i cani e vanno in giro come vogliono. Ma questa è solo la prima parte del racconto, quella bella. Dopo c’è quella triste, quando racconta la sua storia, quando dice perché è lì nel canile». «Perché è stato abbandonato dai suoi padroni». «Esatto. Lui racconta che un giorno i suoi padroni hanno iniziato i preparativi. Hanno fatto le valigie. Hanno detto che andavano in vacanze. Solo che in vacanza ci andavano loro, senza King». «Chissà che tristezza per quel cagnolino! A me non piacerebbe proprio essere abbandonato!» «Neanche a me. A nessuno piacerebbe essere abbandonato». «Anche perché i suoi padroni, per me, erano un po’ come il suo papà e la sua mamma e i suoi fratelli e le sue sorelle e insomma, non si abbandonano i cani». «Loro hanno caricato King sulla macchina e dopo alcuni chilometri lo hanno scaricato. Sulla strada. Da solo. Lo hanno lasciato lì». «Poteva anche morire. Poteva anche essere investito da un’auto, lì sulla strada tutto da solo». «King non capiva. Infatti ha cominciato a correre dietro l’auto dei suoi padroni che andava via. Ha cominciato a correre e ad abbaiare. Ma loro non si sono fermati. Sono andati via. Lo hanno abbandonato». «Però King non si è scoraggiato perché era un cane forte. Lui ha cominciato a camminare per la campagna da solo. Ha cominciato a cercare qualcuno. A cercare da mangiare». «Però nessuno gli dava del cibo da mangiare. Nessuno. Se ne fregavano». «Poi gli tiravano dietro anche dei sassi per farlo andare via. Perché non lo volevano. Nessuno lo voleva. Stava morendo di fame». «Stava per essere investito da un’auto perché dopo era venuta anche la notte e il buio e insomma, se un’auto passava sulla strada e non lo vedeva poteva anche… Poteva anche essere schiacciato e morire». «Mia mamma una volta ha schiacciato un gatto. Ma non ha fatto apposta». «Ma cosa c’entra?» «King però, dopo, è stato fortunato perché ha trovato il canile. Cioè un posto… Un posto dove i cani stanno chiusi nelle gabbie, è vero. Un posto che non è bellissimo, per i cani. Ma almeno gli danno da bere e da mangiare e i cani non muoiono». «Poi se sono malati li curano anche, i cani». «Però se tu vuoi un cane, per esempio, tu puoi andare al canile e adottare un cane abbandonato. Puoi anche prenderlo e portarlo a casa tua. Te lo danno gratis. Noi il nostro cane lo abbiamo preso così». «È vero, me lo ha detto anche un mio amico. Anche lui e i suoi genitori hanno preso il loro cane al canile. Un bastardino bellissimo».

Il titolo di questo racconto è «Come una lattina vuota». Mi spiegate con parole vostre cosa c’entra questo titolo con il racconto di King? Cioè con la storia di un cane?

«Boh». «Forse si sono sbagliati?» «Ah, io ho capito! Perché lui… Perché King, il cane della storia, era stato abbandonato come una lattina vuota di Coca-Cola. Era stato gettato via in mezzo alla campagna. Era stato trattato non come un cane, come un animale, ma come un oggetto». «Però quando hai bevuto una bottiglia o una lattina, anche se è vuota, non si getta neanche la lattina vuota per la strada!» «Questo è vero».

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