VALENTINO SGARAMELLA

TURI – E’ caccia all’ignoto (per il momento) che ha ferito a morte un cane randagio con un colpo di arma da fuoco, un fucile, l’altra mattina. Il povero animale è morto ieri mattina. Il fatto è accaduto intorno alle 10.30 due giorni fa in una traversa di via vecchia Monopoli, una strada rurale a ridosso del centro abitato.

Con messaggi privati sulla pagina facebook «Bau bau canile di Turi» una signora chiede aiuto per un cane ferito immediatamente dopo avere udito uno sparo. Annalia Giannuzzi guida l’associazione «Quelli che il cane» che gestisce la pagina facebook. «Il nostro punto di riferimento è la responsabile del canile di Turi, Sara Ferrante». Una volontaria si reca sul posto e scopre che il cane è stato impallinato. «Allertiamo, allora, il vicesindaco Lavinia Orlando, molto sensibile a questa tematica, che si è recata sul posto con un veterinario Asl che ha confermato che il cane è stato sparato», spiega Giannuzzi. Il cane è un meticcio femmina molto docile ed ha all’incirca 6 o 7 anni. Si nota un enorme foro di entrata ma anche ferite superficiali e molti pallini appaiono disseminati nel corpo, nei muscoli. «Non può trattarsi di un caso fortuito perché si desume che il colpo è mirato alla zampa. Abbiamo visto le radiografie e sembra davvero un albero di natale illuminato a festa». In pratica, decine di pallini che, evidentemente, hanno creato lesioni ad altri organi interni. «Il veterinario ci ha detto che questo tipo di ferita è estremamente dolorosa, ha perso molto sangue. Ora ci stiamo recando dai carabinieri per presentare una denuncia».

Si nota, seguendo le tracce di sangue, che dal punto in cui è stato colpito il cane ha percorso circa 20 metri prima di accasciarsi al suolo, stremato. Saranno i carabinieri ad indagare per capire se qualcuno in quella zona detiene armi da fuoco. E’ solo l’ultimo, il più efferato, di una serie di episodi che si susseguono da tempo sul territorio. «Turi non è un paese pieno di randagi perché c’è un’opera costante da parte nostra e dell’amministrazione comunale. Abbiamo sterilizzato una serie di cani e molti li abbiamo fatti adottare. Ci sono anche cani spaventati dall’uomo e che non si fanno proprio vedere in paese», dice Giannuzzi. «C’è uno sparuto gruppo di persone assolutamente intolleranti anche se vedono un solo cane. Qualche tempo fa un germano reale, un volatile, fu dato alle fiamme e «festeggiato» post mortem infilando un mozzicone di sigaretta nel becco della carcassa. Ritrovati anche cuccioli di cane lapidati.

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