Giovedì, 10 Dicembre 2015 08:05

biscotti rottiSi chiama “economia circolare” e dal 2016, anno europeo contro gli sprechi alimentari, consentirà il riutilizzo di cibo scartato dalla produzione nell’alimentazione animale.
Il pacchetto legislativo è stato presentato il 2 dicembre scorso e si basa sulla revisione delle normative europee in materia di rifiuti, con lo scopo di non considerare più “scarti” una buona parte di materie prime riutilizzabili.  La proposta segue tutto il ciclo di vita di un prodotto (non solo in campo agroalimentare): produzione, consumo e gestione dei rifiuti,  fino a disciplinare un nuovo mercato di “materie prime secondarie”, recuperate a nuove produzioni, risorse economiche e fonti d’occupazione.

La Commissione stima che sarebbe possibile riciclare o riutilizzare 600 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno, materie che oggi non vengono né riutilizzate né riciclate, andando così perse per l’economia europea. Affinchè questo non accada occorre intervenire sulla direttiva-rifiuti 2008/98/CE, che oggi fa perdere all’economia dell’Unione una quantità significativa di potenziali materie prime secondarie presenti nel flusso dei rifiuti. In questa fase, la Commissione europea non ha ancora dettagliato come intende attuare la sua proposta, ma l’ha inserita nel proprio piano d’azione.  I dibattiti al Parlamento europeo e al Consiglio sull’economica circolare dovrebbero iniziare nelle prossime settimane.

Gli elementi principali delle proposte di modifica della legislazione dell’Unione contemplano anche nuove misure per promuovere la prevenzione, anche dei rifiuti alimentari, e il loro riutilizzo; in  questo contesto, la Commissione adotterà misure anche per utilizzare gli ‘scarti’ come risorsa per cibo per animali; è il caso di biscotti rotti o pane raffermo che non possono entrare nel circuito alimentare umano per ragioni commerciali, ma che non dovrebbero- come oggi accade- essere considerati come “rifiuto” in tutta l’UE, bensì essere utilizzato come una risorsa per la produzione di mangimi.

Nella proposta ufficializzata il 2 dicembre, si legge che “le sostanze a base di vegetali provenienti dall’industria agroalimentare e gli alimenti non d’origine animale non più destinati al consumo umano che s’intendono utilizzare come mangimi sono soggetti al regolamento (CE) n. 767/2009 e non sono considerati rifiuti ai fini di detto regolamento”.  Di conseguenza la direttiva- rifiuti- questo il succo della proposta non dovrebbe applicarsi a questi  prodotti quando sono utilizzati come mangimi. 

La direttiva 2008/98/CE verrebbe così modificata:
1) all’articolo 2, paragrafo 2, è aggiunta la seguente lettera e):
“e) materie prime per mangimi di cui all’articolo 3, paragrafo 2, lettera g), del regolamento (CE) n. 767/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio

Gli Stati membri dovranno promuovere la prevenzione dei rifiuti alimentari in linea con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di dimezzamento dei rifiuti alimentari entro il 2030. Tali misure dovrebbero essere intese a prevenire i rifiuti alimentari nella produzione primaria, nella trasformazione e nella fabbricazione, nella vendita e in altre forme di distribuzione degli alimenti, nei ristoranti e nei servizi di ristorazione, nonché nei nuclei domestici. Si andrà quindi a modificare la definizione di rifiuti organici.
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Proposta di Direttiva che modifica la direttiva 2008/98 relativa ai rifiuti

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