Venerdì, 20 Maggio 2016 13:16

IPPICALa Commissione Agricoltura del Senato ha approvato, senza modifiche, il Collegato Agricolo. Il provvedimento passa ora all’Assemblea di Palazzo Madama.
E’ l’articolo 15 del Disegno di Legge (AS 1328 B) a contenere la delega al Governo per il riassetto del settore ippico. L’attesa riforma- inserita nel DDL nel marzo scorso dalla Commissione Agricoltura e da questa approvata nella seduta del 18 maggio, si presenta all’Assemblea di Palazzo Madama per l’auspicato e decisivo passaggio parlamentare.

Sul varo della riforma- portata sotto i riflettori della politica con una recente conferenza stampa– ci sono i migliori auspici, specie dopo le dichiarazioni del Sottosegretario Pier Paolo Beretta

Il Collegato agricolo dispone il riordino delle competenze ministeriali sull’ippica, incluse quelle riguardanti i diritti televisivi relativi alle corse; viene inoltre considerata la permanenza degli attuali livelli di gettito da destinare al finanziamento della filiera. Sarà poi individuato “un organismo” cui demandare le funzioni di organizzazione degli eventi ippici, di rendicontazione e ripartizione delle risorse provenienti dalle scommesse e dai finanziamenti statali, garantendo una rappresentanza delle diverse categorie degli operatori del settore nella struttura organizzativa.

Tale organismo dovrà contare su una qualificata partecipazione, per i primi cinque anni, di rappresentanti dei Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell’economia e delle finanze negli organi gestionali e un successivo apposito organo di vigilanza sulla gestione dello stesso.

La previsione di stanziamento destinata alla gestione, vigilanza e controllo del settore ippico è di 83 milioni di euro annui per il triennio 2014/2016.

Il Collegato Agricolo- così denominato per il collegamento alla manovra di finanza pubblical- rinvia a decreti legislativi per il finanziamento, la gestione, lo sviluppo e la promozione del settore ippico nazionale che il Governo dovrà emanare osservando alcuni princìpi e criteri direttivi:

– riordinare le competenze ministeriali in materia di ippica
– riordinare la disciplina sulle scommesse e sulla tassazione prevedendo che una percentuale della raccolta e delle entrate vengano destinate al finanziamento della filiera ippica.
– prevedere le modalità di istituzione della Lega ippica italiana, quale associazione senza fine di lucro, soggetta alla vigilanza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, cui demandare le funzioni di organizzazione degli eventi ippici, di ripartizione e rendicontazione delle risorse, consentendo l’iscrizione alla Lega ippica agli allevatori, ai proprietari di cavalli e alle società di gestione degli ippodromi che soddisfano requisiti minimi prestabiliti, e prevedere che la disciplina degli organi di governo della Lega ippica italiana sia improntata a criteri di equa e ragionevole rappresentanza delle diverse categorie di soci e che la struttura organizzativa fondamentale preveda organismi tecnici nei quali sia assicurata la partecipazione degli allenatori, dei guidatori, dei fantini, dei gentlemen e degli altri soggetti della filiera ippica;
– prevedere, primi cinque anni dalla costituzione della Lega, una qualificata partecipazione negli organi gestionali di rappresentanti dei Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell’economia e delle finanze e, successivamente, la costituzione di un apposito organo di vigilanza sulla gestione della medesima Lega, composto da rappresentanti degli stessi Ministeri;
– prevedere che le quote di prelievo sulle scommesse sulle corse dei cavalli destinate al settore ippico, nonché le risorse destinate all’ippica  siano assegnate alla Lega;
– prevedere che gli stanziamenti attualmente iscritti nel bilancio del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per lo svolgimento delle competenze in materia ippica siano rideterminati e trasferiti alla Lega, tenuto conto delle funzioni ad essa trasferite, stabilendo comunque una riduzione degli oneri a carico della finanza pubblica (pari al 20 per cento nel primo anno successivo alla costituzione della Lega, al 40 per cento nel secondo anno, al 60 per cento nel terzo anno e all’80 per cento nel quarto anno) e che, a decorrere dal quinto anno successivo alla costituzione della Lega, al relativo finanziamento si provveda ,anche  con le quote di partecipazione versate annualmente dai soci.

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(AS 1328 B) – Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale (Collegato Agricolo)

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