La scorsa settimana vi ho raccontato di alcuni dei cani che hanno fatto la storia più recente: dal sergente Stubby, a Jofi (il cane si Freud) a Laika, Belka e Strelka. In questo articolo tratteremo di altri cani, legati ad altri avvenimenti storici importanti.

Blondi è divenuta famosa per essere stata il cane di Adolf Hitler. In gioventù il Führer ebbe un altro pastore tedesco, ma fu costretto a darlo via a seguito di un periodo di povertà. Il cane scappò e ritornò da lui, questo colpì profondamente il suo padrone che prese particolarmente a cuore questa razza. Durante il conflitto bellico, il segretario personale di Hitler gli regalò una cucciola – Blondi – alla quale si affezionò molto. Il Führer era talmente affezionato al suo cane, da permettergli do dormire nella sua stanza da letto nel bunker di Führerbunker, dove Hitler si trasferì durante la caduta di Berlino. Prima di darsi alla morte, Hitler fece testare su Blondi (e uno dei suoi cuccioli) le pillole di cianuro che utilizzò in seguito per il suo suicidio. Nel 1945, i soldati dell’Armata Rossa trovarono i tre corpi all’interno del bunker.

Balto era un Siberian Husky che, con il suo secondo Togo, era vincitore di molte corse da slitta. Il 19 Gennaio 1925 scoppiò un’epidemia di difterite a Nome (in Alaska) e la scorta di antitossina era terminata l’anno prima. A causa delle avverse condizioni meteorologiche, la città era irraggiungibile via terra, mare, da aerei e la più vicina ferrovia distava 1000km. La città richiedette 1.000.000 di dosi di siero, ma il quantitativo più vicino (300.000 unità) si trovava ad Anchorage (circa 1.700 km), ma grazie alla ferrovia venne trasportata alla più vicina Nenana (circa 1.000 km da Nome). Per ovviare ai problemi, si decise di organizzare una staffetta di 20 mute di cani da slitta (utilizzate all’epoca per la consegna della posta). 18 mute percorsero dai 45 ai 75km a testa, quella guidata da Togo 135! La muta di Balto fu l’ultima, percorse 80km in poco più di 5 giorni, a -40°C! L’antitossina percorse quasi 1000km in poco più di 5 giorni, con una temperatura media di -40°C (i corrieri lo facevano in 25 giorni). Essendo il cane che terminò la corsa, a Balto venne eretta una statua e dedicato un cortometraggio nello stesso anno e Seppala (proprietario di Balto e Togo) ricevette un riconoscimento ufficiale.

Hachiko era l’Akita-inu di Hidesaburo Ueno, professore universitario al dipartimento agricolo dell’Università Imperiale di Tokyo che viveva a Shibuya. Il fedele cane lo accompagnava in stazione tutte le mattine e tornava a riprenderlo la sera. Il professore morì improvvisamente di ictus il 21 Maggio 1925 mentre teneva una lezione in università, ma Hachiko si presentò puntuale in stazione ad attendere il rientro del suo padrone alle 17.00. Da allora – e per 10 anni – il fedele Akita ripercorse lo stesso tragitto fino a destare l’attenzione dei numerosi pendolari e del capostazione di Shibuya. Inteneriti dalla storia accorsero anche molte persone per accarezzare e prendersi cura di Hachiko e nel 1934 venne eretta una statua in bronzo con le sue sembianze alla stazione di Shibuya e, una simile, nella sua città natale (Ōdate). L’8 Marzo 1935 il cane morì di filariasi. Ritrovato nelle strade di Shibuya, venne dichiarato un giorno di lutto nazionale. Durante la seconda Guerra Mondiale, la statua di Hachiko venne utilizzata per la creazione di armi ma, terminato il conflitto, nel 1948 ne venne realizzata un’altra identica. Il corpo di Hachiko giace (imbalsamato) al Museo Nazionale di Natura e Scienza (situato a https://it.wikipedia.org/wiki/Nord-ovestnord-ovest della stazione) e alcune sue ossa sono sepolte nel cimitero di Aoyama, accanto alla tomba del professor Ueno. Ogni 8 Marzo, in Giappone viene organizzata una cerimonia per ricordare il fedele cane e la sua storia, ha ispirato numerosi libri e film.

Fido era un incrocio di Pointer inglese e, la sua storia, ricorda molto quella del più famoso Hachiko. Carlo Soriani – operaio alle Fornaci Brunori di Borgo San Lorenzo, non lontano Firenze – trovò il cane in un fosso nell’inverno del 1941. Ristabilito, il cane si affezionò talmente tanto al suo padrone, da accompagnarlo tutte le mattine alla fermata della corriera di Luco (dove vivevano i due). Fido ritornava tutte le sere puntuale ad aspettare il suo padrone fino a quando, il 30 Dicembre 1943, le Fornaci vennero colpite da un bombardamento e Carlo Soriani rimase ucciso. Da allora, e per 14 anni, il fedele Fido si recò tutte le sere ad aspettare invano il ritorno del suo padrone. Il sindaco di Borgo San Lorenzo gli concesse il diritto di circolare senza museruola, lo esentò dalla tassa sul possesso dei cani, gli conferì una medaglia d’oro civile il 9 Novembre 1957 alla presenza dei cittadini e della vedova Soriani e venne eretta una statua di bronzo (ancora oggi presente nella centrale Piazza Dante). Fido morì il 9 Giugno 1958 e venne sepolto all’esterno del cimitero comunale di Luco, dove riposa il suo padrone.

Queste sono solo alcune storie di cani speciali che hanno interessato la nostra storia più recente, ma ognuno dei nostri fedeli amici a quattro zampe rappresenta un cane speciale, basta leggere i loro occhi per rendercene conto.

Per qualsiasi domanda e dubbio non esitate a contattare me (daniel.ossino@gmail.com) o la redazione.

Un bau a tutti e a lunedì prossimo!

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