rennaL’EFSA propone un sistema di monitoraggio triennale in otto Paesi per rilevare l’eventuale presenza della malattia.
In aprile e maggio del 2016, la Norvegia ha confermato due casi CWD (Chronic Wasting Disease). Alla luce di questo problema emergente, la Commissione europea ha chiesto all’EFSA di raccomandare attività di sorveglianza e, se necessario, misure supplementari di polizia sanitaria per impedire l’introduzione della malattia e la diffusione  all’interno dell’UE, in particolare Estonia, Finlandia, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia e Svezia. La Commissione ha chiesto anche una valutazione sui possibili rischi per la salute pubblica legati alla CWD.

La CWD è una malattia altamente contagiosa e mortale del cervello animale appartenente al gruppo di malattie note come encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE). Si credeva fosse limitata a cervi e alci in America del Nord e Corea del Sud, ma ad aprile e maggio del 2016 è stata scoperta in una renna selvatica e in un alce selvatico in Norvegia, prima volta che la malattia sia stata rilevata in Europa e in renne allo stato brado.

L’Agenzia ha pubblicato oggi uno studio che raccomanda un programma di sorveglianza mirata negli otto Paesi indicati dalla Commissione. Lo studio mette inoltre a disposizione dei gestori del rischio una serie di eventuali misure per la prevenzione e il controllo, che mirano a ridurre il contatto tra animali abbassando la densità di popolazione dei cervidi e aumentando la conoscenza della malattia.
Per l’EFSA, le  attuali deroghe della decisione di esecuzione (UE) 2016/1918 presentano un rischio di introduzione di CWD nell’UE.  Con tutta probabilità la malattia del dimagrimento cronico (CWD) fa il suo ingresso nell’Unione europea tramite il movimento di cervidi vivi – come renne e alci – che vengono trasportati o vagano liberamente dalla Norvegia alla Svezia e alla Finlandia.
Con la Decisione 2016/1918 – salvo deroghe- è vietata l’esportazione di cervidi vivi dalla Norvegia.

Per quanto riguarda il potenziale zoonotico, la barriera umana nei confronti dei prioni CWD “non sembra essere assoluta”. Questi prioni sono presenti nel muscolo scheletrico e in altri tessuti commestibili, così che le persone potrebbero essere esposte al consumo di materiali infetto in area enzootica. Le indagini epidemiologiche effettuate a tutt’oggi non consentono tuttavia di stabilire nessuna connessione tra la malattia di Creutzfeldt-Jakob e l’esposizione a prioni CWD. Al momento, quindi, non vi è alcuna prova scientifica che gli esseri umani possano contrarre la malattia tramite il consumo di carne di animali infetti.

Chronic wasting disease (CWD) in cervids

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