Giovedì, 28 Gennaio 2016 10:40

ovini ingrassoRegioni e Province Autonome sono obbligate a predisporre un piano di selezione genetica per la resistenza alla scrapie classica degli ovini.
I criteri e le caratteristiche dei Piani sono dettagliati dal Ministero della Salute con il decreto 25 novembre 2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio. I Piani coinvolgono  tutte le aziende zootecniche ovine con l’obiettivo di incrementare i caratteri di resistenza genetica degli ovini alla scrapie classica. Ad oggi, infatti, il monitoraggio annuale dei caratteri genetici di resistenza alla scrapie classica ha finora mostrato nella popolazione ovina nazionale un limitato progresso verso i caratteri di resistenza.
E’ invece necessario creare in ambito nazionale allevamenti ovini con caratteristiche di resistenza genetica alle encefalopatie spongiformi trasmissibili in grado di soddisfare la domanda di capi geneticamente resistenti alle medesime per il ripopolamento delle aziende ovine colpite da tale malattia, senza che siano compromessi gli aspetti zootecnici e produttivi delle razze coinvolte. Occorre poter risalire ai singoli capi ovini, rintracciare ogni loro spostamento, conoscere tutti i detentori e le aziende presenti sul territorio nazionale.

Su queste basi, il decreto 25 novembre 2015 rivede le misure poste in essere fino ad ora negli allevamenti italiani in funzione delle evidenze scientifiche, epidemiologiche e di nuove disposizioni comunitarie. Nel 2014, l’EFSA ha racomandato il miglioramento dei piani di selezione genetica, affermando che l’intervento selettivo e’ efficace, ai fini della eradicazione della malattia, solo se associato a un efficiente sistema di tracciabilita’ che consenta di registrare ogni movimentazione degli animali.  pER L’efsa “è improbabile la riduzione della scrapie senza un efficace programma di selezione genetica”.
Anche la Commissione Europea nel suo rapporto “Italy – 2015 Transmissible Spongiform Encephalopathies programme” ritiene necessario un piano di selezione genetica con obiettivi ben definiti nel tempo al fine di
incrementare la frequenza dell’allele di resistenza (variante di uno dei polimorfismi del gene della proteina prionica ovina che condizionano la suscettibilita’ o la resistenza alla scrapie classica).

I Piani predisposti dalle Regioni e Province Autonome dovranno essere approvati dalla Direzione Generale della Sanità Animale, rispettando i requisiti dettagliati dagli Allegati del decreto.Genotipizzazioni, selezione dei riproduttori, eliminazione obbligatoria degli animali, certificazione genetica delle greggi e disseminazione dei riproduttori sono i passaggi salienti dei Piani.
Per la loro esecuzione è previsto un co-finanziamento comunitario. In caso di abbattimento, sono previsti indennizzi, al netto degli introiti di macellazione. Una Commissione nazionale di coordinamento sovrintenderà all’esecuzione e ai risultati dei Piani. I servizi veterinari delle aziende sanitarie locali vigilano sulla realizzazione del Piano in tutte le aziende per le quali e’ obbligatoria l’adesione alla selezione ed effettuano ispezioni e controlli finalizzati a verificare i risultati ottenuti dal Piano stesso.

La scrapie è un problema di sanita’ animale per la popolazione ovina e caprina nell’ambito del territorio nazionale. L’attivita’ di sorveglianza per la scrapie ha rilevato un’elevata diffusione della malattia e – come ribadito anche dal  Comitato nazionale di sicurezza alimentare – la selezione genetica è l’unica strategia per ridurre la prevalenza delle encefalopatie spongiformi trasmissibili (EST) ovi-caprine e il carico infettante nei capi infetti a cui il consumatore potenzialmente potrebbe essere esposto. Per il Comitato è dunque fondamentale che in Italia si continuino ad implementare i piani di selezione e vengano estesi a tutte le regioni.

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Decreto 25 Novembre 2015
Misure di prevenzione su base genetica per l’eradicazione della scrapie ovina classica, finalizzate all’incremento dell’ allele di resistenza della proteina prionica (ARR) nell’intero patrimonio ovino nazionale
Principi generali e obiettivi del Piano (Allegato I)
Procedura operativa per l’identificazione degli animali soggetti a genotipizzazione per il piano di selezione genetica (Allegato II)
Scheda di accompagnamento dei campioni (Allegato III)

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