ROMA La prima volta di Gerry Scotti al cinema recitando da cane. Letteralmente. È sua, infatti, la voce di vari cani protagonisti di “Qua la zampa”, da oggi al cinema firmato da  Lasse Hallstrom regista di quell’“Hachiko” che ha fatto versare fiumi di lacrime, e liberamente tratto dal bestseller di W.Bruce Cameron

Ed è, in realtà, la voce di un unico cane che muore e rinasce, si reincarna in cani diversi per razza e sesso, in cerca del suo scopo nel mondo. Lo troverà alla fine del viaggio, dopo che lo spettatore ha assistito a morti e resurrezioni sotto mentite spoglie.

Per Scotti una prima volta da assoluto protagonista, almeno in voce: «Pur avendo lavorato per decenni in tv, in sit-com e in fiction, al cinema per mancanza di tempo non ho fatto quasi mai nulla. Quindi sono un esordiente». 

Nessun timore nel doppiaggio canino? 
Non sono un doppiatore e quando me l’hanno proposto – e per un cane – ho avuto un po’ paura. Spero che non mi abbiano scelto perché sono un attore-cane… Ero un po’ perplesso all’inizio ma ho deciso subito quando ho scoperto chi era il regista, che dietro al film ci stava un romanzo bellissimo e che il film parlava dello scopo della vita. E poi una parte del prezzo del biglietto andrà all’OIPA, l’organizzazione internazionale per la protezione animali, è importante. 

Del resto lei con i cani ha vissuto (quasi) da sempre e continua a vivere appassionatamente…  
Al momento ho due cani, una volpina anziana e un cocker ma i cani nella mia vita ci sono sempre stati, ne sono innamorato. Da bambino ho lottato con i miei genitori per averli e ora non posso più pensare di stare senza di loro. Mi sono anche commosso in molti momenti del doppiaggio. Quindi spero di aver dato molto anche  emotivamente».

SILVIA DI PAOLA

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