«Con la morte di Kaos mi hanno tolto un pezzo di vita. Hanno ucciso il mio migliore amico e non riesco a darmi una spiegazione». A parlare, con la voce rotta dal pianto, è Fabiano Ettorre, 40 anni, proprietario del cane eroe che con le sue zampe ha scavato tra macerie e inferno nei giorni successivi al terremoto di Amatrice cercando di salvare vite umane. Aveva conosciuto Kaos in occasione del corso di addestramento per i cani da valanghe, che si svolge periodicamente in diverse località italiane e si avvale di una quindicina di istruttori tra i quali figura lo stesso Ettorre. «Mi auguro che chi ha fatto questo al mio cane sia punito come merita e che l’attenzione mediatica del momento non svanisca nel giro di poche ore», ha detto a La Stampa l’uomo che nella vita è un imprenditore di successo, amministra una azienda edile e un bar.  

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Fabiano, immagino il momento drammatico che stai passando, tu e Kaos eravate molto legati. Raccontaci cosa è successo esattamente.  

«Il tempo per me è ancora fermo a sabato mattina quando ho ritrovato a mezzogiorno nel mio giardino il corpo senza vita di Kaos. Sono stato chiamato da una vicina di casa in lacrime, e appena sono arrivato ho visto il suo corpo. Era lì a terra e il mio cuore a come smesso di battere per qualche istante, non so spiegare cosa sia successo, una sofferenza indescrivibile paragonabile alla morte di un parente caro, anzi di un figlio». 

Posso comprendere la tua sofferenza, ed immagino la rabbia che provi in questo momento. Ti sarai fatto mille domande su chi e sul perché abbiano fatto una cosa del genere al tuo cane. Hai risposte?  

«Mi devi credere se ti dico che non so darmi una spiegazione. Kaos era amato da tutti, i miei vicini di casa appena hanno saputo della sua morte sono corsi e avevano le lacrime agli occhi. Non so cosa dire». 

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Qualcuno potrebbe aver colpito Kaos perché simbolo delle vite salvate ad Amatrice?  

«Credo sia onestamente impossibile, non credo abbiano avvelenato il mio cane per questo e neanche per motivi di risentimento nei miei confronti, io sono amico di tutti e nella mia vita non ho fatto mai torti a nessuno». 

Capisco. Ma se non c’è un movente perché lo hanno avvelenato? Se di avvelenamento si tratta…  

«Ci sono i carabinieri Forestali che indagano sull’accaduto, oggi hanno sequestrato il cane che era già stato da me seppellito. Sono convinto che sia stato avvelenato anche perché stava bene era un cane di 3 anni e mezzo ed Amatrice era stata la sua prima missione sul campo. Non può essere morto per cause naturali. Me lo hanno ammazzato». 

E tornando indietro nel tempo? Erano capitate cose simili in zona?  

«Sì, tre anni fa avevano avvelenato il cane del mio vicino di casa. Io ho sofferto per lui e oggi lui soffre per me».  

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