Un cimitero per cani, gatti e per tutti gli altri animali domestici. Anche Monza, al pari di Milano e di alcuni altri comuni lombardi, ha deciso di raccogliere le numerose sollecitazioni arrivate in questi ultimi mesi dal mondo animalista locale per realizzare un camposanto riservato agli animali d’affezione. Il via libera è arrivato dal Consiglio comunale che, a larga maggioranza, ha votato una mozione che impegna la giunta di centrosinistra a individuare un’area idonea (anche privata) e a varare una campagna informativa per individuare società interessata. Negli uffici tecnici del palazzo municipale monzese un progetto vero e proprio non esiste ancora, ma il termine di paragone indicato dall’assessore all’Urbanistica, Claudio Colombo, è il cimitero per animali realizzato circa tre anni fa a Pavia. La struttura conta una superficie di 3.500 metri quadrati e costi per gli utenti che oscillano fra i 130 e 180 euro. «La presenza in città di un cimitero per animali è un’esigenza sempre più crescente — spiega Francesca Dell’Aquila, assessore alle Politiche culturali —. D’alto canto, mi risulta che il primo cimitero per animali sia stato realizzato in un piccolo paesino della Francia già alla fine dell’800 e che uno dei luoghi più visitati del Castello di Edinburgo sia proprio il cimitero dei cani-soldato dell’esercito scozzese».

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Un cimitero per cani e gatti

Autore della mozione che sta riscuotendo consensi fra gli animalisti brianzoli è stato Paolo Piffer, consigliere comunale della lista Primavera Monza. «La perdita di un animale domestico rappresenta un grandissimo dolore — commenta Piffer —. Dopo la sua scomparsa dovrebbe essere prevista anche nella nostra città la possibilità di dimostrare il proprio amore occupandosi della sistemazione in una degna dimora, mentre adesso il trattamento riservato è quello per lo smaltimento di un rifiuto speciale». Al momento, sul tavolo della giunta ci sono due opzioni: dare vita a un cimitero gestito direttamente dal Comune oppure individuare un terreno privato e autorizzare una società del settore ad avviare l’attività. La seconda è senza dubbio la soluzione preferita. «Si tratterebbe di una normalissima attività commerciale — prosegue l’assessore all’Urbanistica Colombo —. Di aree idonee in città ce ne sono molte e comunque, essendo il cimitero per animali previsto anche dal Pgt appena adottato, sarebbe possibile modificare la destinazione di un’area agricola senza troppi problemi».

A questo punto, serve che si faccia avanti un operatore privato in grado di far funzionare il servizio. I costi a carico dell’utenza sarebbero comprensivi dell’inumazione. Le leggi in materia stabiliscono che i resti dell’animale vengano collocati in un involucro biodegradabile e, in corrispondenza del luogo della sepoltura, gli utenti possono collocare una piccola targa a ricordo e delimitare il luogo con un piccolo cordolo. «Si tratta di un servizio pubblico — spiega Marco Lamperti, consigliere comunale del Pd —, ma sarebbe meglio che venisse gestito da un privato per evitare nuovi oneri a carico delle casse pubbliche. Sono curioso di sapere se a Monza ci sono società interessate a questa tipo di attività». In tale senso si muoverà la campagna informativa che l’amministrazione comunale varerà nei prossimi giorni. L’area idonea per il futuro camposanto degli animali monzesi potrebbe essere individuata nelle vicinanze del cimitero urbano

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