«Non vogghiu vidira a stu cani lordu (non voglio vedere questo cane sporco)» ha detto al giudice che gli chiedeva se avesse voluto presenziare alla prossima udienza. Per questo motivo sono stati trasmessi alla competente Procura di Salerno gli atti dell’udienza di convalida a carico di Angelo Cantaffa, 33enne di Vallefiorita, arrestato dalla Polizia per la seconda volta nel quartiere marinaro del capoluogo per tentato furto.

L’uomo, difeso dall’avvocato Arturo Bova (sostituito in udienza da una collega), era comparso davanti a un giudice monocratico del Tribunale del capoluogo per esser processato per lo stesso tipo reato commesso a distanza di sei ore da quando l’Autorità Giudiziaria aveva convalidato l’arresto per aver rubato in due appartamenti.

L’imputato ha perso le staffe già quando il testimone che lo aveva visto mentre tentava di penetrare in un appartamento di via Civitavecchia, nel rione Fortuna, si era presentato all’udienza per raccontare cosa aveva visto. Sono dovuti intervenire i carabinieri di servizio in Tribunale e i poliziotti che lo avevano arrestato per calmarlo e farlo allontanare dall’aula, così come prescritto dal giudice, per consentire al teste di rispondere con tranquillità alle domande delle parti. Il teste ha poi raccontato di aver visto l’imputato armeggiare nei pressi dell’abitazione di una vicina di casa anziana e, dopo aver allertato il “113”, lo aveva inseguito dopo che Cantaffa si era dato alla fuga. La corsa dell’uomo però è stata breve in quanto è stato subito bloccato dagli agenti che erano giunti nel frattempo sul luogo della segnalazione.

Ma, dopo che il giudice aveva deciso di convalidare l’arresto e sottoporre l’uomo alla misura cautelare degli arresti domiciliari, che è scoppiato di nuovo il caos. Quando il giudice ha rinviato l’udienza al 10 ottobre e ha chiesto all’imputato se volesse essere presente, l’uomo ha proferito le parole che gli sono costate la nuova imputazione. Il giudice, infatti, ha sentito le parole dell’uomo e le ha fatte verbalizzare dalla cancelliera ordinando che copia del fascicolo venisse inviato alla Procura di Salerno perché procedesse per il reato di oltraggio a magistrato in udienza.(gi.me.)

Giornata amara per Cantaffa Angelo, pregiudicato 33enne di Vallefiorita che nella giornata di ieri, trovandosi già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, è stato sorpreso ben tre volte dai Carabinieri del Comando Stazione di Squillace mentre violava il regime restrittivo cui era sottoposto. L’uomo, intercettato una prima volta all’esterno della propria abitazione dalla pattuglia, dopo le formalità di rito, era stato risottoposto alla misura cautelare predetta. Tuttavia, evidentemente non soddisfatto, poche ore dopo il soggetto è stato sorpreso nuovamente nell’atto di violare le prescrizioni imposte, poiché si trovava sulla pubblica via vicino ad una fermata dell’autobus. L’uomo pertanto è stato condotto per l’ennesima volta al proprio domicilio per il ripristino della misura cautelare. Eppure, Cantaffa Angelo non si è dato per vinto e per la terza volta ha tentato di beffare la legge. Questa volta, l’ultima almeno per la giornata di ieri, l’uomo è stato fermato nelle vicinanze dell’ufficio postale. A quel punto gli uomini dell’Arma, considerata la gravità delle reiterate violazioni nel giro di poche ore, su disposizione dell’Autorità giudiziaria hanno accompagnato il soggetto presso la Casa Circondariale di Catanzaro – Siano, in attesa dei prossimi provvedimenti di rito.

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