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Matinelle, rimosse le tartarughe decomposte

Morte per il freddo. Le carcasse erano lì da più di un mese


Dopo la segnalazione delle tartarughe, sabato 4 febbraio, alle ore 9, la ronda, composta da Francesco Martiradonna e Nicola Liddo, si è recata presso la spiaggia Matinelle per individuare le due tartarughe che il professor Michele Cassetta ha rilevato sull’arrenale di Trani. La tartaruga comune Caretta Caretta è la tartaruga marina più comune del mar Mediterraneo. La specie è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo ed è ormai al limite dell’estinzione nelle acque territoriali italiane.

Le tartarughe detengono, uno dei primati del mondo animale: quello della longevità. E’ stato più volte dimostrato che alcune specie possono agevolmente superare i 50 anni di vita e si conoscono diversi casi in cui questi rettili hanno raggiunto e superato i 100 anni di età. Si può stabilire l’età approssimativa contando su una delle placche cornee laterali del carapace, a partire dall’areola centrale o sommitale, le tacche concentriche presenti. La crescita dell’animale fa sì che ogni scaglia aumenti la sua superficie; questa crescita è uniforme e continua durante la fase attiva dell’animale in buone condizioni fisiche, rallentata o bloccata nella fase latente (durante il letargo invernale o l’estivazione nei mesi torridi) o durante stati debilitanti derivanti da mancanza di cibo, stati morbosi o traumi. Ogni tacca perciò corrisponde alla fine ad un periodo attivo e alla stasi vitale prima del nuovo.

Le due tartarughe Caretta-Caretta trovate sul lido di Mattinella di Trani certamente sono decedute causa del freddo anche perché questa deduzione logica si è avuta sugli altri lidi dove sono state trovate altre tartarughe comuni Caretta-Caretta decedute causa di temperature basse e cioè sotto zero. Francesco Martiradonna, dopo averle rinvenute sulla spiaggia, ha chiamato il centralino alle ore 11 circa del Comando della Polizia Municipale di Trani, che ha preso degli appunti per poi individuarle facilmente.

Martiradonna, responsabile del Nucleo delle G.P.G.V. IVEA Zoofile dell’associazione Nazionale Ambiente e/è Vita CPA Nat. Federiciana Verde Onlus, ha esternato di mettersi a disposizione, con le sue G.P.G.V. quando verrà il settore di Servizio Ambientale a recuperare le tartarughe succitate. Nell’attesa si sono recati dove si trovavano le tartarughe e mentre stavano passeggiando sulla spiaggia hanno notato delle tracce famigliari della tartaruga Marittima.

La tartaruga marina torna a terra solo per deporre le uova, anche se la tartaruga caretta torna per riposarsi sulla spiaggiaed ha lasciato le tracce appena leggibili ed ha effettuato dei saggi di scavi che evidentemente doveva deporre le uova. La sabbia dura non ha permesso di dare un assenso al deposito delle uova pur essendo sabbia la sua amalgama era dura ed bagnata quindi come è stata l’uscita dal mare tanto è stato il rientro nelle acque del mare rifiutando di deporre le uova in quella località.

Il suo carattere e comportamento porta a darci delle risposte logiche. La tartaruga marina è un rettile che ama il caldo pertanto compie vere e proprie migrazioni spostandosi verso le acque calde e subtropicali durante la stagione fredda. Le temperature al di sotto dei 10°C sono letargiche e provocherebbero una sorta di “catalessi” e la tartaruga galleggerebbe in superficie e poi al di sotto di questa temperatura potrebbe anche morire.

Le due tartarughe Carette, che sono sulla spiaggia morte, evidentemente hanno avuto questa disgrazia, perché le settimane scorse le basse temperature abbattutasi nel meridione le hanno fatte morire per questo motivo. Dovete sapere che una tartaruga può compiere anche 5000 km (circa) per sfuggire alle acque fredde invernali, sfruttando le correnti oceaniche. Per queste due tartarughe questa è la spiegazione più plausibile.

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