ROVERE’ DELLA LUNA. “Non facciamo più bambini e spendiamo il doppio per i cani” e “alle signore consiglio sempre di fare figli” invece di prendersi un animale. Le parole sono di Mario Adinolfi che ieri mattina era ospite alla trasmissione “Mattino Cinque”, dove è stato trattato il caso del cane Miro, il pastore maremmano che lo scorso 22 marzo è stato sequestrato ai propri padroni dopo alcune denunce arrivate da un vicino di casa che si è lamentato per l’abbaiare notturno del cane.

Miro attualmente si trova nel canile Pan Ente Provinciale Protezione Animali e Ambiente a Rovereto. Il tema sta facendo discutere tutta l’Italia (e non solo) e a dimostralo sono anche le ormai quasi 240 mila firme che sono state raccolte con la petizione lanciata dalla padrona di Miro, Eva Munter, lanciata nella piattaforma change.org.

Ieri mattina l’intervento a “Mattino Cinque” di Mario Adinolfi che ha preso le difese del vicino di casa. “Se esiste un diritto di Miro – ha spiegato – esisterà anche un diritto della persona alla quiete notturna”. Sempre riferendosi poi alla situazione attuale del cane in canile, Adinolfi ha affermato: “Ho visto la gabbia dove si trova, una persona carcerata in Italia non ha 4 metri per 4 ed è una persona. Attenzione ad idealizzare l’animale o a renderlo antropomorfo perchè prima dei diritti degli animali vengono quelli degli umani”.

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Il tema ha scaldato gli animi degli ospiti della trasmissione ed è sempre stato Adinolfi a spiegare che in Italia “spendiamo il doppio per i cani rispetto a quello che spendiamo per il children care” e nel consigliare alle signore di fare figli ha affermato: “Quando mia figlia mi ha chiesto un cane per Natale io mi sono impegno e gli ho detto che arriverà un fratellino. Abbiamo risolto così”.

L’attesa per Miro e i suoi proprietari è per martedì 10 aprile quando si terrà l’udienza nella quale si discuterà sul dissequestro del cane. Intanto continuano le adesioni alla petizione lanciata su change.org. In un lungo post la proprietaria di Miro, Eva Munter, ha voluto ringraziare chi fino ad oggi ha aiutato e ha espresso la propria solidarietà per quanto sta accadendo. “Credo – ha spiegato Eva nel post – che i risultati di questa petizione dicano sopratutto che le persone sentono la necessità di maggior tutela verso i propri animali, che se cani e gatti vengono considerati parte della famiglia dai loro padroni è perché hanno dei sentimenti e che, di conseguenza, quando si è costretti a procedere per vie legali non possono essere considerati come semplici oggetti”.

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