Attualità Macerata

Lotta al randagismo, associazione Argo: “Gli incentivi per adottare i cani dai canili sono vietati”

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“Abbandonare un cane è reato. Chi paga per questo reato è sempre sicuramente il cane, che, tradito da colui che un giorno lo ha accolto nella propria vita, viene condannato al randagismo, sino ad una probabile cattura (quando non preceduta dalla morte), cui seguirà il ricovero in un canile, dove forse, finalmente,  potrà incontrare una nuova futura famiglia”.

Così Barbara Vittori, presidente dell’Associazione Argo.

“Ma pagano anche i cittadini, tutti. Secondo un recente rapporto – si legge nel comunicato inviato dall’associazione –  della LAV, in Italia la spesa pubblica dei Comuni è di 200 milioni di euro all’anno per il solo mantenimento dei circa 200 mila  cani ospitati nei canili italiani convenzionati con le Amministrazioni comunali. Comprensibilmente, allora, le amministrazioni, soprattutto in periodi di crisi, cercano soluzioni per ridurre la spesa pubblica, come il Comune di Mogliano, che ha lanciato un’iniziativa di sostegno all’adozione dei cani in carico all’ente, concedendo contributi in denaro all’adottante. Come associazione di volontariato, attiva da oltre 20 anni sul territorio per la lotta al randagismo e tutela degli animali da affezione, ci congratuliamo per l’attenzione che il Comune di Mogliano  ha posto al problema del randagismo, e comprendiamo anche le esigenze economiche evidenziate, ma è necessario ricordare che  l’attuale normativa regionale vieta espressamente  la possibilità di incentivare gli affidi di cani ricoverati nei canili mediante contributi in denaro all’affidatario. Infatti, l’art. 2 comma 7 del Regolamento Regione Marche 2/2001 (Regolamento per l’attuazione della Legge regionale 10/1997 “Norme in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo e succ. mod.) espressamente statuisce che “… Per prevenire il sovraffollamento presso le strutture di ricovero temporaneo e permanente, le amministrazioni locali possono prevedere incentivi all’adozione o  all’affidamento, consistenti in una forma di assistenza veterinaria convenzionata o in fornitura di alimenti o in altri tipi di servizi; tali incentivi non possono, comunque, consistere nella concessione di contributi in denaro all’adottante…”. Finalmente, possiamo gioire del fatto che tanti comuni hanno compreso un concetto che noi associazioni animaliste invochiamo da decenni: è molto più conveniente, anche da un punto di vista economico, incentivare l’adozione di un cane, piuttosto che  mantenerlo a vita in un rifugio. Ma l’incentivo deve anche e soprattutto essere finalizzato al benessere animale ed evitare la tentazione per qualcuno di mercificare il gesto dell’adozione. Ecco perché la Regione Marche, con una norma, all’epoca lungimirante, ha scelto di vietare la concessione in denaro a chi adotta un cane, prevedendo, invece, altre forme di assistenza e sostegno a chi davvero ha già deciso di adottare un cane e che trova nell’iniziativa pubblica un aiuto per le spese da sostenere in favore dell’animale. Spese che possono essere ridotte da un bonus per prestazioni veterinarie, o forniture di crocchette, servizi di tolettatura, professionali ecc. Per tale motivo, la nostra associazione ha già rivolto una specifica richiesta al Comune di Mogliano affinché modifichi con urgenza la natura del contributo offerto all’adottante, nel rispetto della suddetta normativa regionale di riferimento, così come altri comuni in passato incorsi nello stesso errore, hanno fatto. Scegliere di accogliere un animale in casa deve essere, innanzitutto, una scelta consapevole; quando poi l’animale viene da un percorso di abbandono, in qualche caso, si richiede anche la necessaria capacità di attesa dei tempi utili all’animale per superare il trauma. È vero che la presenza di un animale in famiglia da tanto, ma occorre ricordare che chiede altrettanto. Va prestata attenzione alle esigenze etologiche della specie che entra nella nostra casa; una specie che deve trovare il proprio spazio all’interno delle dinamiche familiari. Ecco perché deve essere sempre scongiurato il rischio che un eventuale incentivo in denaro possa “schiacciare” la serietà e consapevolezza richiesta per compiere il gesto dell’adozione, mentre potrebbe essere molto educativo e utile al percorso di inserimento dell’animale in casa un bonus, ad esempio, presso veterinari comportamentalisti, educatori cinofili e/o altre professionalità che possano instaurare un corretto rapporto uomo-animale nel nuovo percorso che si avvia con l’adozione”.

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