Lavoratori della sanità pubblica
Tfr differito. E’ uno scandalo
Egregio direttore,
è veramente scandaloso che i lavoratori della sanità pubblica dopo aver maturato il diritto alla pensione non possano godere subito del Tfr, ma dopo due anni. Non esiste che dopo tanti anni di duro lavoro con turni festivi e notturni non si possa godere subito di un sacrosanto diritto come il Tfr. Sarebbe molto opportuno che tutte le sigle sindacali inizino tutte unite una lotta per risolvere questo vergognoso problema.
Paolo Grossi
(Cremona)

In Cina se ne fa strage
Questo sarà l’anno dei diritti del cane?
Signor direttore,
vita da cani: sarà l’anno del cane e dei suoi diritti?
Il 16 febbraio con i festeggiamenti per il Capodanno cinese si è aperto l’Anno del Cane. Lo zodiaco assegna un animale a ogni anno: topo, bue, tigre, lepre, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane, maiale. Poi il ciclo riparte.
L’ordine, secondo le fiabe cinesi, è stabilito dall’arrivo in una gara tra questi animali per diventare le guardie personali dell’imperatore di Giada per l’aldilà. Ogni animale mette in campo le sue caratteristiche e le sue doti. Vince il topo, il più scaltro, che si fa trasportare fino al traguardo dal bue cui salta davanti proprio quando arrivano alla meta. Ultimo arriva il maiale per la sua pigrizia. Il cane arriva penultimo per la sua generosità, si ferma, infatti, durante la gara per aiutare gli altri. E queste infatti sono le caratteristiche assegnate dallo zodiaco cinese alle persone nate l’anno del cane: sensibilità, lealtà, fortuna e intelligenza, onestà e uno spiccato senso della giustizia. Potrebbe essere l’anno buono perché i diritti dei cani anche in Cina facciano passi avanti. Nonostante migliaia di cani siano di pattuglia e al lavoro per garantire la sicurezza in aeroporti e stazioni per i festeggiamenti della Festa di Primavera, come si chiama il Capodanno cinese, i cani guida per non vedenti non possono accedere ai mezzi di trasporto pubblico. Solo dal 2020 secondo un impegno del ministero dei Trasporti i cani guida potranno prendere treni e autobus.
La compagna di bandiera Air China da poco ammette cani sotto 8 chili in cabina che possono viaggiare a fianco dei proprietari. Esistono per fortuna i servizi trasporto privato condiviso (car sharing), e quando i conducenti pubblicano in Internet i viaggi e i posti liberi specificano anche se accettano cani e il costo. Nel frattempo qualcosa si muove anche sul consumo di carne di cane. Non è ancora vietata, ma il festival della carne del carne di Yulin non è più organizzato in maniera ufficiale. Ogni anno è più tranquillo, non ci sono più scene di cani sacrificati per strada e alcuni ristoranti hanno tolto la parola cane dal loro menu. Così, se da un lato ci sono quelli che consumano la carne di cane, dall’altro lato della stessa strada ci sono gli attivisti per i diritti degli animali che protestano contro il consumo di carne di cane. (…)
Donatella Poretti
(consulente Aduc sui diritti degli animali)

Dove va la politica
La differenza tra oggi e il Risorgimento
Signor direttore,
«Si scopron le tombe si levano i morti, i martiri nostri son tutti risorti; la spada nel pugno, gli allori alle chiome, la fiamma ed il nome d’Italia sul cuor». Così scaldava gli animi patriottici degli italiani la canzone Risorgimentale (1858) con testo di Luigi Mercantini, poeta ascolano autore tra l’altro della celebre ‘La spigolatrice di Sapri’ («eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti») e tramandata col titolo ‘L’inno di Garibaldi’, che all’autore lo commissionò. Immaginate se ai nostri giorni, coloro che hanno dato la vita (altri sacrificheranno la propria in tragedie successive) per un’Italia libera, vedessero nelle mani di chi hanno consegnato la Patria! Un solo giorno in Parlamento ed uno sguardo ai sicuramente rari presenti (presi dalla lettura del giornale, dall’inseparabile telefonino acceso, se non addirittura rapiti da Morfeo), basterebbe loro a raccogliere precipitosamente le ossa e correre di filata a richiudere i coperchi dei rispettivi sepolcri. Che differenza: gli uni volevano costruire una Nazione, i secondi dicono di lavorare per il suo bene, ma i calcinacci del Paese continuano a caderci sulla testa. Venisse oggi chiesto a queste caricature degli antichi Eroi di toccarsi il cuore, poserebbero in molti la mano sul lato sbagliato del torace, poiché non si ricordano nemmeno di possederne uno e dove si nasconda. Son convinto che la maggioranza di costoro, se esposta al fuoco sulle barricate come coloro dei quali si dichiarano eredi, direbbero al loro vicino: «prego, ci mancherebbe, vada pure prima lei!». L’educazione innanzitutto.
Luciano Lazzari
(Casalmaggiore)

Pensieri di adolescente
La nonna non legge ma ha un giornale…
Signor direttore,
ho letto un tema di un adolescente. Tema, fare un pensierino con dentro la parola «probabilmente». Svolgimento: «L’altro giorno siamo andati a Montecitorio io, mio padre, mia madre e la nonna, in mezzo al traffico ho visto passare la nonna con un giornale sotto il braccio. Siccome la nonna non sa leggere probabilmente stava cercando un…». Non bisogna essere un sociologo od un politico, per fotografarci.
Olivio Sudati
(Cremona)

Dopo il 4 marzo/1.
Unico obiettivo è la stabilità
Egregio direttore,
quale politica? (…) a conti fatti, non sarebbe auspicabile promuovere un ravvicinamento tra fazioni contrapposte per moderare quegli atteggiamenti che, spesso, si configurano come esclusive interpretazioni di parte o di facciata e tentare di emarginare le fasce estreme, le sole capaci di disgregare qualsivoglia coalizione?
L’ipotesi di un rassemblement trasversale tra i due schieramenti, dischiuso alle componenti migliori e le più temperate della società, non dovrebbe imporsi come imprescindibile per coagulare una prevalenza d’intenti in grado di ripristinare fiducia in un elettorato ormai esausto di rivalità preconcette che impediscano una vera governabilità del Paese? E, anche se i tempo non apparissero ancora maturi, dovrebbero necessariamente ridursi a brevissimo per uscire da una impasse che non possa preludere a congiunture irrimediabili. In effetti, il bene comune non dovrebbe coincidere con l’aspirazione di tutti i benpensanti tesi ad un obiettivo unico e condiviso: la stabilità della Nazione?
P.F. Mari
(Cremona)

Dopo il 4 marzo/2.
Il ritorno alla lira non sarebbe tragico
Signor direttore,
il vero populismo è il comportamento di chi racconta balle al popolo. Perciò è inutile che aggiungano altre ipocrisie, dato che la stragrande maggioranza dei partiti si fonda proprio sul populismo che consiste nel raccontare al popolo una verità diversa rispetto a quella vera. Uno dei temi al centro dell’attenzione è il rapporto degli Stati membri con l’Europa in materia economica, andato in crisi nel momento in cui si è preso coscienza che farne parte comporta vincoli frequentemente autolesionistici, al punto da peggiorare le condizioni ed il benessere sociali, rispetto all’autodeterminazione di singoli stati sovrani. È bene chiarire che nessuno sarebbe antieuoropeista se l’Unione rappresentasse i vantaggi derivanti dallo spirito di collaborazione e di solidarietà, in primis sul piano economico, che dovrebbero essere alla base e che alla luce dei fatti, non ci sono. Mentre se in Italia lo Stato diventasse la banca del Paese e stampasse la propria moneta, perché sarebbe così tragico? Perché lo si vuole far credere, come se un’assunzione di maggiore responsabilità annullasse i maggiori vantaggi derivanti dalla gestione del proprio denaro. I segnali politici drastici, ovunque in Europa, principalmente con Brexit, avrebbero dovuto far riflettere da tempo su un’inversione di rotta, che gli irresponsabili al comando in Europa, ancora non hanno compreso.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda, Bs)

Dopo il 4 marzo/3.
Perde chi ha puntato tutto sull’Europa
Gentile direttore,
Emma Bonino, il Partito Democratico, Liberi e Uguali e Silvio Berlusconi nella loro campagna elettorale hanno avuto un’idea comune, ovvero quella di scegliere l’Unione Europea. Silvio Berlusconi ha addirittura indicato come presidente del consiglio il presidente del Parlamento europeo (Antonio Tajani). Viene da pensare sia questo il motivo della loro sconfitta.
Silvio Pammelati
(Roma)

IL CASO
SMISTATE SOLO ORA LE CARTOLINE DEI COMUNI DI INVITO AL VOTO PER CHI VIVE ALL’ESTERO

Signor direttore,
giacenza di corrispondenza al Cmp, l’epilogo farsesco di un problema sempre smentito da parte della società: sono smistate contemporaneamente, fuori tempo massimo, le cartoline – avviso dei sindaci per il referendum e per l’elezione del consiglio regionale. La buona volontà dei sindaci di avvisare chi vive all’estero di ricordarsi di andare a votare si è scontrata col fenomeno delle giacenze al centro di meccanizzazione Postale di Peschiera Borromeo. Infatti, a elezioni concluse ci tocca smistare sia quelle per il referendum del 22 ottobre 2017 che quelle per l’elezione del 4 marzo 2018. Così, ad esempio, le cartoline dei sindaci per il referendum consultivo destinato a chi vive all’estero e risiede a Corno Giovine, Cologno Monzese, Mazzo di Valtellina eccetera vengono smistate insieme, ad esempio, a quelle dell’elezione regionale e destinato a chi, pur vivendo all’estero, risiede a Cremona, Pandino, San Martino del Lago, Galliavola, Carpiano, Tavazzano con V., Cologno Monzese, Verano Brianza, Adro, Pinarolo Po, Gambarana, Cura Carpignana eccetera. Così gli invito a votare al referendum consultivo — ad esempio, dei sindaci di Corno Giovine l’8.09.17 invia la cartolina avviso per il referendum al suo concittadino signor C. G. D. che vive a Mendoza (Argentina ); Cologno Monzese invia la cartolina avviso per il referendum al suo concittadino signor O. R. R. che vive a Porto Alegre ( Brasile ) — vengono smistati insieme all’invito a votare alle elezioni regionali, ad esempio, da parte dei sindaci di Pandino (che il 07.02.18. invia la cartolina avviso per l’elezione del consiglio e presidente al suo concittadino signor T. Davide 7 residente a Wallacestone Brae Falkirk nel Regno Unito), Verano Brianza il 07.02.18 invia la cartolina avviso per il referendum al suo concittadino signora Z. M. a lancaster, sempre nel Regno Unito; Adro invia la cartolina avviso per l’elezione del consiglio e presidente al suo concittadino signor I. L. M. P. a Tirana, in Albania.
Stefano Ancona
(Cobas poste)
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Mi aspetto una replica da parte di Poste Italiane.

LA POLEMICA
Criminalità e anti razzismo fuori luogo

Egregio direttore,
(…) la Regione Toscana assegnerà ventimila euro a Ndeye Rokhaya Mbengue, vedova di Idy Diene, il 54enne ambulante senegalese ucciso da un italiano lunedì scorso sul ponte Vespucci a Firenze. Lo hanno annunciato il presidente Enrico Rossi e l’assessore alla presidenza, Vittorio Bugli, al termine della manifestazione nazionale antirazzista, organizzata dalle associazioni senegalesi della Toscana, a cui entrambi hanno partecipato oggi pomeriggio a Firenze. Non è certamente il caso di fare dei distinguo e/o disamine per asserire che comunque e sempre fatti simili sono esecrabili e da condannare sia da una parte sia dall’altra, ma proprio la lettura di questi episodi, ci raccontano come personaggi politici, in particolar modo quando si vogliono parare le terga, tirano fuori dal cilindro la manifestazione antirazzista, quando, di razzismo non ve n’è nemmeno l’ombra.
Resta il fatto che in precedenti episodi terribili in altre regioni e città a nessuno è venuto mai in mente di fare un corteo/manifestazione contro gli extracomunitari e ancor meno, mi risulta che le varie regioni interessate e città interessate, abbiano mai preso l’iniziativa di risarcire le vittime italiane. Mi duole aver preso questo spunto, ma è solo per significare che siamo, come al solito, condotti ed aggiogati da una classe politica che non ha comunità di intenti, di sensibilità e modi di agire, quello se si suol dire fare sempre tutte le cose con le terga.
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

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