Il primo approccio diagnostico verso le neoplasie viene, solitamente, effettuato mediante la citologia. Il medico veterinario, infatti, utilizza l’esame citologico come primo step diagnostico poiché risulta essere poco invasivo, poco costoso e ben tollerato dal paziente e potrebbe conferire informazioni utili per decidere come procedere nel raggiungimento di una diagnosi finale.

A livello citologico la diagnosi iniziale di neoplasia si esegue in presenza di una popolazione cellulare avente caratteristiche identiche tra di loro (monotipica) e in assenza di un processo infiammatorio concomitante. L’ulteriore classificazione di neoplasia benigna o maligna si basa sulle caratteristiche citomorfologiche:

  • Le cellule benigne mostrano caratteristiche di uniformità, ovvero appaiono identiche tra di loro.

  • Le cellule maligne spesso mostrano tre o più criteri che vengono definiti “di malignità”, ecco alcuni esempi: diversità di dimensione, forma e livello di maturazione tra cellule dello stesso tipo; alterazioni a carico di nucleo e/o citoplasma; presenza di più nuclei in una stessa cellula (binucleazione) e anomale figure di fasi che caratterizzano la riproduzione cellulare (mitosi).

Il passaggio successivo che il medico veterinario citologo dovrà eseguire sarà focalizzarsi sulle caratteristiche delle cellule per poterle classificare in una delle quattro categorie citomorfologiche delle neoplasie:

  • Neoplasie epiteliali: hanno origine dal tessuto epiteliale che, all’interno dell’organismo animale, svolge funzione di rivestimento, di secrezione, di trasporto e di assorbimento. Le caratteristiche citologiche che le contraddistinguono sono: esfoliare in ammassi di tante cellule, aderire molto le une alle altre, essere di grandi dimensioni, avere nuclei tondi o ovali. Alcuni esempi di neoplasie epiteliali che possono colpire i nostri animali sono: adenocarcinoma polmonare, adenoma perianale, adenoma sebaceo.

neoplasia epiteliale

  • Neoplasie mesenchimali: hanno origine dal tessuto connettivo embrionale che è deputato a svolgere molte e diverse attività all’interno di un organismo tra cui costituire le ossa, i muscoli, il sangue e molto altro. Le caratteristiche citologiche tipiche delle neoplasie mesenchimali sono: esfoliare cellula per cellula; avere forma ellittica, stellata o fusata con margini indistinti; i preparati citologici sono scarsamente cellulari e le cellule sono di dimensioni inferiori rispetto a quelle epiteliali. Alcuni esempi di tumori mesenchimali sono: emangiosarcoma, osteosarcoma, fibroma e il melanoma amelanotico.

  • Neoplasie a cellule rotonde: sono caratterizzate da un numero ristretto di neoplasie, accumunate da caratteristiche ben definite ovvero presentare elementi isolati e rotondeggianti ed essere (spesso) associate alle cellule del sangue. Le caratteristiche citologiche che presentano sono: esfoliare singolarmente, essere rotonde, essere più piccole di quelle epiteliali, avere nuclei tondi e regolari. Le cinque categorie di neoplasie a cellule tonde includono: tumore venereo trasmissibile, il linfoma, il mastocitoma, il plasmacitoma e i tumori istiocitari.

neoplasia a cellule tonde

  • Neoplasie a nuclei nudi: sono associate a processi tumorali di tipo endocrino, neuroendocrino, e neurale. Il loro nome deriva dal fatto che le cellule si presentano scarsamente coese tra di loro e costituite solo più dal nucleo e prive di citoplasma. A causa dell’elevata fragilità, infatti, durante la stesura del preparato esse perdono il citoplasma. Esempi tipici sono i tumori della tiroide, del pancreas e i chemodectomi.

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