Non è certo il tipo da avere paura. Né quello che si tira indietro quando c’è da faticare. Mas, insomma, è davvero speciale. Cane terrranova dal pelo nero e lucido e la stazza di un campione, è il protagonista del nuovo libro Io sono Mas (edito da Sperling & Kupfer).

A firmare il volume – un racconto in prima persona attraverso gli occhi di Mas – è Ferruccio Pilenga, l’ideatore della SICS (Scuola Italiana Cani Salvataggio), divenuta un importante elemento di sostegno alle unità cinofile impegnate nel soccorso nautico.

Abbiamo chiesto a Ferruccio di raccontarci la storia di Mas (e dunque la sua).

Quando ha adottato Mas non era che un dolcissimo e impacciato cucciolo.
«Eh sì. Sapevo che era un cane selezionato per il salvataggio, ma ho scoperto che nessuno lo utilizzava ufficialmente. Ho voluto puntare tutto su di lui e non me ne sono mai pentito».

La vostra scuola, la SICS, utilizza un metodo di salvataggio unico al mondo.
«Pensate che a ispirarlo è stato un bellissimo libro di Jack London, Il richiamo della foresta. Da un sogno siamo arrivati a far volare i nostri cani con gli elicotteri, pronti a gettarsi in acqua per salvare vite umane. Il tutto è stato reso possibile anche grazie ai preziosissimi consigli degli uomini del soccorso aereo dell’aeronautica militare».

Com’è nata l’idea di scrivere il libro?
«La storia era esemplare: Mas, da cucciolo indifeso, è diventato un grande eroe. Con tutti i salvataggi compiuti nel corso degli anni, ho pensato che il suo sarebbe stato un racconto emozionante e commovente».

Perché ha scelto di farlo raccontare direttamente a lui?
«Ci tenevo particolarmente: il suo è un punto di vista inedito. Osservare cos’era successo attraverso i suoi occhi era fondamentale per far capire quello che facciamo. Dopo Mas, centinaia di altri cani hanno seguito le sue orme, diventando eroi».

Il vostro metodo di salvataggio si avvale della forza e del coraggio dei cani.
«Se servono sei cani da slitta per tirare un uomo, è sufficiente un cane da salvataggio per “rimorchiarne” sei. In più, i cani sentono la corrente e nuotano solo a favore: questo può fare decisamente la differenza nel corso di un salvataggio. Inoltre, grazie al folto pelo e sottopelo, dispongono di una protezione naturale contro l’ipotermia. E poi c’è la relazione uomo-animale: la complicità che s’instaura tra cane e conduttore è veramente qualcosa di speciale».

Condivide con noi una storia esemplare di salvataggio che vi ha visti protagonisti?
«Sicuramente un salvataggio fatto da Mas in mare: riuscì, tenendo una cima in bocca, a rimorchiare e a far girare una barca a vela che si stava schiantando verso gli scogli, salvando l’imbarcazione e l’intero equipaggio».

Quali sono le lezioni più importanti che ha appreso dai suoi cani?
«I miei cani – Mas e tanti altri – mi hanno insegnato tutto, ma veramente tutto. Non smetterò mai di ringraziarli».

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