Chi possiede un cane (o un gatto) lo avrà fatto milioni di volte: tentare di comunicare con lui. Paradossalmente, però, il nostro caro amico a 4 zampe, dopo un po’ di tempo è in grado di interpretare la nostra voce o i nostri segnali. Mentre noi, esseri umani evoluti, difficilmente riusciamo a farlo. Per questo motivo uno scienziato americano sta lavorando da più di trent’anni a un vero e proprio traduttore di latrati e miagolii. E, incredibilmente, sembra essere (quasi) riuscito nel suo intento.

Trent’anni di studi
La persona che si è buttata in quest’ardua impresa non è affatto un ragazzino alla prime armi con la scienza. Si tratta invece in un professore emerito di biologia che da più di trent’anni opera nel settore e lavora per la Nord Arizona University. Ha trascorso gran parte della sua vita a studiare gli schemi comunicati dai cani della prateria arrivando alla conclusione che loro possiedono un linguaggio avanzato. Sono in grado, per esempio, di avvertire altri animali se nella loro area si trova un predatore. E lo fanno modificando il linguaggio a seconda del tipo o della dimensione della creatura che hanno avvistato.

La collaborazione con altri scienziati
Per riuscire nella sua impresa di decodificazione del linguaggio, Slobodchikoff si è avvalso della collaborazione di uno scienziato informatico. Grazie a lui è stato possibile elaborare un algoritmo che potesse convertire i vari metodi comunicativi degli animali nella lingua inglese. Da qui è nata l’idea di Zoolingua, una compagnia che avesse come obiettivo principale un traduttore domestico che potesse migliorare la comunicazione tra cani, gatti e umani. «Ho pensato: se possiamo farlo con i cani della prateria, possiamo certamente farlo anche con cani e gatti», ha dichiarato Slobodchikoff alla NBC News. I cani della prateria, a dispetto del nome, sono dei roditori che appartengono alla stessa famiglia delle marmotte.

Ci vorrà del tempo
Prima che ognuno di noi potrà testare i traduttori di animali domestici messi a punto da Slobodchikoff ci vorranno però ancora alcuni anni. Nel 2013, infatti, aveva dichiarato – secondo il Daily Mail – che l’uscita era prevista entro dieci anni. Ma non è detto che occorrano anche più anni. Quello che è certo è che quanto tutti avremo a disposizione un simile dispositivo potremo capire quando il nostro cane vuole dirci «voglio mangiare ora» oppure «voglio andare a fare una passeggiata». E se tutto andrà come previsto saranno moltissime le persone a voler acquistare l’innovativo traduttore. «La quantità di denaro che viene spesa per gli animali domestici indica che c’è una grande domanda da parte dei consumatori», ha dichiarato il ricercatore di Amazon William Higham.

Addio problemi comportamentali?
Nonostante il lavoro di Slobodchikoff sia ancora lungo perché dovrà effettuare la scansione di centinaia di migliaia di video e ottenere la collaborazione di alcuni proprietari di animali, il dispositivo potrebbe anche ridurre alcuni problemi che si verificano tra cane e padrone. Si sa, infatti, che sono molti gli animali che soffrono di problemi comportamentali e, probabilmente, un traduttore domestico aiuterà le persone a comprendere le esigenze dei loro amici a quattro zampe. Ma non è finita qui, perché il progetto di Slobodchikoff è particolarmente ambizioso: vuole fare in modo che attraverso il traduttore si potranno avere addirittura conversazioni a doppio senso. Riuscirà nel suo intento?

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