I cambiamenti climatici rappresentano un’emergenza globale e locale: in pericolo c’è il futuro del Pianeta, di intere popolazioni umane e non umane. 

La XXI Conferenza delle Parti (COP21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) si terrà a Parigi, dal 30 novembre al 12 dicembre, con l’obiettivo di concludere, per la prima volta in oltre 20 anni di mediazione da parte delle Nazioni Unite, un accordo vincolante e universale sul clima, accettato da tutte le Nazioni.

La COP21 sarà un momento fondamentale, in cui si definirà  un nuovo piano di riduzione delle emissioni globali di gas serra. Le resistenze sono molte, i poteri forti e le lobby condizionano i Governi, perciò non è scontato l’esito positivo, equo ed efficace che permetta davvero di raggiungere l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C. 

La società civile ha il dovere di far sentire la sua voce perché la Conferenza di Parigi apra un percorso concreto e condiviso da tutti i Paesi, nel quadro di una responsabilità comune e differenziata in rapporto al contributo storicamente dato alle emissioni di CO2. La LAV, con le tante e diversificate realtà aderenti, alla Coalizione per il Clima parteciperà domenica 29 novembre alla Marcia Globale per il Clima, che si terrà a  Roma come in  tante altre capitali del pianeta. 

Il grande corteo partirà da Piazza Farnese alle ore 14,00 per concludersi ai Fori Imperiali dove seguirà un concerto.

La LAV partecipa a questa importante iniziativa per portare la voce degli animali nel dibattito sui cambiamenti climatici: troppo spesso ci si dimentica di quanto importante sia il contributo degli allevamenti all’inquinamento in genere e alle emissioni di gas serra in particolare. 

Il sistema degli allevamenti è infatti responsabile:

  • di una percentuale tra il 18% e il 51% (a seconda degli studi) delle emissioni di Gas Serra  imputabili alle attività umane 
  • del 65 % degli ossidi di azoto (dal letame) che hanno un potenziale climalterante 265 volte maggiore della CO2. 
  • del 37% del metano, in gran parte prodotto dal sistema digestivo dei ruminanti 
  • del 64 % dell’ammoniaca, che contribuisce significativamente alle piogge acide e all’eutrofizzazione. 

Parteciperemo quindi per rimarcare come sia necessario cambiare il modello di consumo alimentare abbandonando i prodotti di origine animale. E’ fondamentale anche per contribuire a ridurre le emissioni di gas serra, e per creare una nuova coscienza dando la possibilità a tutte le popolazioni di accedere al cibo salvaguardando il pianeta. Lo possono e devono fare i Governi alla Conferenza di Parigi; lo possiamo e dobbiamo fare tutti noi con le scelte quotidiane a casa nostra.

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