Gli animali anziani spesso hanno un destino triste. Attendono la fine dei loro giorni dimenticati da tutti. Ma non nel sud del Belgio dove c’è una casa speciale che ne ospita 150 e dove c’è qualcuno che si prende cura di loro.  

L’idea è venuta, quasi vent’anni fa, a Valérie Luycx e al marito Serge che immaginavano di aprire una struttura in cui poter ospitare animali molto bisognosi. Dopo aver iniziato le loro attività nella regione di Charleroi nei primi anni 2000, la coppia ha fondato l’organizzazione no-profit “Les Petits Vieux” e sette anni più tardi il loro sogno è diventato una realtà: una vecchia fattoria situata a Tongeren, nella zona rurale di Chievres, nella provincia dell’Hainaut nel sud del Belgio, è diventato un rifugio per animali a “cinque stelle”. 

«Volevamo ricreare la vita di una famiglia per gli animali» dice Valerie e la loro missione è riuscita: lì hanno trovato il loro paradiso, tutti insieme, 54 cani e 78 gatti tra i 10 e i 17 anni. Ma non solo: c’è Pastis, un maiale vietnamita di 20 anni e paciuto, che ama rannicchiarsi per la notte con i pony, mentre durante il giorno non disdegna di giocare con i mici. 

E allora c’è Azuria, un gatto europeo di 15 anni e Ramses, un cane Carlino di nove anni. C’è poi chi come il gatto Calin non ama molto essere fotografato, mentre il cane San Bernardo Yam di nove anni sembra apprezzare e si mette in posa. 

«In media, registriamo ogni giorno da dieci a quindici nuove richieste e cerchiamo di garantire l’attenzione e l’affetto di cui ogni animale ha bisogno fino alla fine della loro permanenza, fino alla fine dei suoi giorni» spiega Valérie Luycx a Dhnet.be 

Approvato dal Ministero del benessere degli animali, la struttura si estende su due ettari di terreno dove gli animali non stanno dietro le sbarre ma sono liberi e hanno i comfort delle abitazioni umane: un fienile è stato trasformato in un loft riscaldato, dove gli animali hanno a loro disposizione divani, poltrone, cesti o coperte mentre possono divertirsi liberamente su 50 acri di prato. 

I gatti occupano uno chalet di legno pieni di balle di paglia adatte alla siesta e godono al di fuori di un’area recintata di 1,5 ettari chiamata Felinecity. 

«Dal 2016, abbiamo creato anche uno spazio dove gli esemplari più malati sono costantemente monitorati dai medici e quelli disabili possono avere un ambiente confortevole più tranquillo lontano dai loro compagni sani». 

Prima di completare il loro progetto, Valérie e Serge si sono offerti volontari in vari rifugi e canili più tradizionali, adottando quattro zampe in cerca di una nuova famiglia. 

«Abbiamo notato che quando un animale sta invecchiando, le possibilità di trovare nuove famiglie diminuiscono. Le potenziali famiglie hanno paura di attaccarsi a loro e di perderlo troppo rapidamente o di incorrere in spese veterinarie significative» spiegano i dirigenti dell’associazione no-profit Les Petits Vieux. 

Come gli umani, sia i cani che i gatti contraggono tutti i tipi di malattie mentre invecchiano: malattie cardiovascolari, insufficienza renale e così via. Per alcuni non è raro avere un ictus e avere conseguenze irreversibili. «Fino a quando hanno possono avere una vita degna di questo nome, vengono fornite loro tutte le cure necessarie, Tuttavia, siamo contrari alla terapia aggressiva. Se qualcuno dei nostri residenti è condannato, preferiamo che il veterinario accorciare la sua sofferenza». 

Il rifugio accoglie anche gli animali abbandonati: come nei casi di divorzio, o per motivi di lavoro o per allergie o incontinenza dell’animale. «Quando qualcuno ci dà il suo cane o un gatto, gli chiediamo di firmare un “contratto di abbandono” e di un contributo finanziario di 50 euro. L’animale viene poi pienamente supportato dall’associazione fino fine dei suoi giorni, finché è socievole con i suoi coetanei, altrimenti il rifugio si riserva il diritto di non accoglierlo». 

Ovviamente una struttura del genere sopravvive grazie alle donazioni, sponsorizzazioni e lasciti testamentari che, grazie a tanto amore, non mancano mai. 

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