17 dicembre 2015

Fivizzano, 16 dicembre 2015 – Importante conferenza questa mattina, nella sede del Parco dell’Appennino a Sassalbo (in provincia di Massa Carrara), dove si dibatterà della stabile presenza del lupo appenninico nel territorio apuano. E’ bene dire che si deve parlare di ritorno, in quanto il lupo in Toscana c’è sempre stato. Per salvaguardare l’esistenza in purezza di questo predatore l’Unione Europea ha finanziato il progetto «Life MIRCO Lupo».

«E’ un progetto – spiegano Mia Canestrini e Luigi Molinari due giovani naturalisti che operano nel Parco – per minimizzare l’impatto del randagismo canino sulla conservazione del lupo in Italia intervenendo su due fronti: la cattura e sterilizzazione degli esemplari ibridi nel territorio del Parco e su quello del Gran Sasso-Monti della Laga in Abruzzo e il miglioramento della gestione dei cani da lavoro usati dai pastori. Il lupo e il cane -proseguono i due ricercatori – nell’accoppiarsi, in genere è il cane maschio che feconda la femmina del lupo, danno vita a degli ibridi fertili che, a loro volta, raggiunta la maturità sessuale, incrociandosi con il lupo vero, trasmettono in parte il patrimonio genetico del cane. E’ un problema di conservazione per il lupo appenninico che rischia di vedere “inquinato” per generazioni il proprio corredo genetico . Per evitarlo il Parco Nazionale, ha attivato un piano di catture per cui gli ibridi saranno sterilizzati».

E per i pastori? «Per garantire la coesistenza con la pastorizia e l’allevamento animale nelle zone dove vive il lupo – concludono i due ricercatori – il Parco ha fornito, da almeno 15 anni, sistemi di prevenzione per la tutela delle greggi quali reti elettrificate, re anti-lupo e soprattutto cani da guardianìa, gli straordinari cani da pastore maremmano-abruzzesi».

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