Quando un gatto se ne va, probabilmente, è perché sta cercando di difendersi dal male che lo attanaglia e non perché vuole morire da solo. Quando un gatto resta nonostante tutto e nonostante il terremoto, in quella casa, tra quelle macerie che prima erano state casa sua, dove aveva vissuto momenti felici e goduto dell’affetto di grandi e bambini, forse allora davvero quello era un gatto felice. La felicità degli amici felini non si misura dalla sterilizzazione, anzi, e non si misura dai quintali di pappa in una ciotola… Quel che sta accadendo nel Zona Rossa tra cittadini e pseudo esponenti delle associazioni di volontariato animale ha dell’incredibile.

Tutto ha avuto inizio con alcuni post pubblicati su FB a novembre da una sedicente esponente di un’associazione animalista che si occuperebbe degli animali che ancora vivono in Zona Rossa. Una Zona Rossa preda di ogni genere di opportunisti, dove da mesi ormai non si contano più le scomparse come le decimazioni degli allevamenti. E vi sono denunce anche riguardo sterilizzazioni non autorizzate nelle campagne ed anche in Zona Verde.

Una famiglia come tante altre di Via D’Aloisio, decide di lasciare a casa i gatti, non sterilizzati per scelta, perché procreassero, si moltiplicassero e dessero la caccia ai topi sopratutto ora che la zona è preda del nulla e dell’incuria. Quotidianamente la visita grazie ai Vigili del Fuoco, grazie alle ordinanze “a rischio e pericolo” del sindaco Giovan Battista Castagna. All’improvviso le strane morti, le strane sparizioni. Le aveva viste tutti i giorni da quella tremenda notte del 21 agosto quando tutto il Paese tremò in seguito alla violenta scossa del sisma. Adelina e Assuntina, abitanti di via D’Aloisio, per motivi ancora del tutto sconosciuti che meriterebbero l’intervento delle autorità, non potranno più riabbracciare i loro gatti. “Macchia”, da sempre, fin dalla sua nascita, membro della famiglia, che non si era
mai smarrita in seguito alla scossa del 21 agosto quando l’abitazione della sua famiglia, nel centro di Casamicciola, è stata quasi distrutta; così “Bianchina”, che era entrata nel cuore di questa gente, adottata, dopo che i vicini avevano lasciato la bestiola ai bambini a cui era tanto affezionata.

Dopo la scossa, non si erano mai spaventate, mai si erano disperse tra le macerie. Fino a quando qualcuno ha deciso di portarle via, di segnalarne il presunto abbandono. Un atto vile che non depone a favore di chi dice di battersi per i diritti delle bestiole. Non vorremmo che sia tutta una messa in scena per giustificare un lavoro, passaggi che al contrario non avrebbero ragion d’essere! Scomparse ed azioni che vogliono dire molto per chi ha perso tutto in seguito a quel tragico sisma. “Le mie gatte ci hanno salvato la vita, se non fosse stato per loro ci sarebbe parso di aver perso davvero tutto – ci spiega Assuntina Loro per noi erano l’affetto, il legame con un passato che ora ci appare lontano.”

A novembre i gatti spariscono dalla Casa del Purgatorio accanto alla chiesa caduta. Che fine hanno fatto? “A novembre, su Facebook, viene riportato il post di una esponente di una associazione che parla di gatti smarriti ed abbandonati, recuperati da questa pseudo associazione e sterilizzati.

Poi ancora in un altro post questi gatti con la foto di casa mia e di via D’Aloisio parla di gatti persi a Roma, ancora recuperati e sterilizzati. Ma scusate che fine hanno fatto i gatti del terremoto?… – prosegue la donna -Ho tentato invano di contattare la donna e l’associazione, ho ricevuto solo intimidazioni e minacce velate. Questa è una cosa perversa” conclude. “Sono indignata. Da novembre sto chiedendo dove sono i miei gatti, poi li vedo comparire con una foto della zona rossa i cui sottotitoli dichiarano di essere state fatte a Roma. Ma allora dove sono “Macchia” e “Bianchina”, perchè tutte queste bugie? Quante volte sono state sterilizzate, quanti chip, chi ci sta dietro a queste associazioni? E perché non mi rispondono sulla sorte che gli è toccata? Nessuno ci risponde, nessuno ci dà spiegazioni anzi ci minacciano di denuncia per abbandono. Poi vedo i miei gatti su Repubblica con la scritta 2400 pasti per i gatti del terremoto! Quante bugie e quante omissioni anche sui nostri animali.” Insomma una vicenda assurda ed intollerabile. Dietro al terremoto, dietro alle pseudo azioni umanitarie c’è anche questo! Servizi deviati che dimostrano come sia necessaria una task force, una squadra speciale di soccorso anche per gli animali, che salvaguardi le bestione delle famiglie della zona rossa. Anche le associazioni animaliste, a questo punto, dovrebbero fare chiarezza.

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