Portare il cane in ufficio fa lavorare meglio, riduce lo stress e aumenta la produttività. Ma servono regole rigorose, spazi adeguati, e soprattutto padroni capaci di educare i loro animali. Lo dicono gli educatori canini italiani e lo conferma una ricerca di una università americana. «In Germania e nei Paesi Bassi si fa da tempo – commenta Mauro Bassano, educatore Enci (Ente nazionale cinofilia italiano) di Roma -. Ci sono studi medici che dimostrano che la produttività del dipendente è maggiore in presenza del suo animale, come quando si può tenere il figlio nell’asilo aziendale. Si ha un beneficio emotivo e si riduce l’assenteismo».Della stessa opinione è Giusy D’Angelo, educatore dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) di Torino: «Diminuisce lo stress del cane, e la persona riesce a concentrarsi meglio sul lavoro, non avendo più l’ansia per l’animale lasciato a casa». Secondo uno studio condotto da un team di psicologi della Virginia Commonwealth University, negli Usa, la presenza di cani in azienda incide positivamente sull’attività professionale, riducendo l’accumulo di stress e stanchezza e migliorando il grado di soddisfazione, sia nel proprietario che nei colleghi. I problemi possono sorgere dalla mancanza di regole e strutture per la gestione dei cani, e dalla incapacità dei padroni di educarli. Per Bassano «in Italia la cultura cinofila delle persone è bassa, i cani mediamente sono meno educati che nel Nordeuropa». «In Gran Bretagna e in Francia hanno gli office dog parking – spiega D’Angelo -. Quella è una situazione ottimale, il padrone può stare col cane nella pausa. Ma se l’animale sta in ufficio, possono esserci problemi con i colleghi. Serve un regolamento chiaro, serve una valutazione del cane fatta da un professionista, che attesti che può stare bene in quella situazione. Non basta il giudizio del padrone».Il primo venerdì dopo il 19 giugno si celebra il «Take Your Dog to Work Day» (Giorno in cui si porta il cane al lavoro), istituito nel 1999 dalla ong statunitense Pet Sitters International, che si occupa di assistenza agli animali domestici. Nel 2018 cadrà il 22 giugno. In Italia, la prima azienda a permettere ai dipendenti di portare il loro cane in ufficio è stata la Purina, che non a caso produce cibo per animali. «Sono state svolte tutte leverifiche preliminari necessarie a garantire il rispetto della salute, della sicurezza e delle esigenze di tutte le persone che lavorano in azienda, oltre che dei pet – si legge sul sito dell’azienda -. Inoltre, è stata creata una policy dedicata, che stabilisce regole e procedure condivise».

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