Dal “Dizionario della Lingua italiana di Caccia” di Plinio Farini e A. Ascari, Garzanti 1941.
Riproposto da Edoardo Mori.
Tenere
attribuito a cane, specie da presa, indica la virtù non solo di prendere coi denti le fiere, ma anche di saperle tenere, ossia non lasciar la presa a nessun costo.

Tirar sassi

uno dei modi di scacciare le fiere dal covo. È ufficio dei braccaioli o delle voci, e degli scaccia in genere.

Traccia
propriamente Pedata e orma di fiere o il cammino fatto da loro. Cosi il Tommaseo: ma genericamente si dice Traccia qualunque segno lasciato da un animale sul suo passaggio e qualunque cosa, che ne odori. § ‑ filata o continua: senza interruzioni. § ‑ intermittente:che scompare per riprendersi però più innanzi. § ‑ regolare: che segue senza intermittenze e uguale. § ‑ irregolare: che cambia forma. § ‑ fresca: i cui segni sono lasciati di fresco. § ‑ svanita: i cui segni sono svaniti o quasi. § ‑ che si annoda: che dopo una lacuna o intermittenza riapparisce quale continuazione dell’interrotta precedente. § ‑ falsa: il cui aspetto inganna. § ‑ a occhio:quella che si vede. § ‑ a naso: quella che può percepire solo l’olfatto del cane. § ‑ al covo: lasciata dalla fiera andando ad accovarsi. § ‑ di corsa o di fuga: lasciata correndo o fuggendo. § ‑ di entrata: lasciata nell’entrare o andare al covo. § ‑ di uscita lasciata uscendone o nell’andare a la pastura. § del sangue: lasciata perdendo sangue da le ferite. § ‑ anteriore: le pedate o orme delle gambe anteriori; § ‑posteriore: quella delle gambe posteriori. § Falli della traccia: le manchevolezze di essa quali sieno. § Filo della traccia: tutto il corso di esso quale si vede, o può essere integrato dal ragionamento. § Uscita della traccia: il punto in cui cessa, importantissimo indizio del luogo dove può trovarsi l’animale, o di ciò ch’esso può star facendo. § Terreno che ritiene la traccia: quello in cui le pedate o altri segni non svaniscono facilmente. § Abbandonare la traccia: dicesi de’ cani, che nella cerca la lasciano dopo averla trovata. § Celare la traccia: è il difetto del cane, che trovatala non ne dà segno con la voce al padrone. § Essere su la traccia: del cane che l’ha trovata e cerca su di essa. § Prendere la traccia alla rovescia o contro piede:l’errore del cane che invece di seguire il filo della traccia ritorna su di essa innanzi e indietro perdendo tempo e affannandosi (v. Intorniarsi, Rebuffare). § Rimettere la traccia: dei cani che la ritrovan di nuovo dopo averla perduta o abbandonata: § Riunirsi su la traccia: l’atto dei cani, che, accortisi del primo che l’ha trovata, si gettano tutti dietro lui su la traccia. Trovasi detto anche Abbattersi su la traccia. § Rompere la traccia: impedire ai cani d’insistere a cercare su una, traccia falsa. Dicesi anche Attraversare e Tagliare la traccia e Rompere i cani o Attraversarli. § Seguire la traccia: di uomini e cani che cercano la fiera su le pedate di essa. § Segnare la traccia: del cane che trovatala, ne dà avviso al padrone con la voce. ‑ Il suo contrario è Celare la traccia (vedi Cane muto). § Trovare la traccia: trovare le pedate o altro segno, che indichi il passaggio di un animale. E vale cosi per i segni visivi, come per quelli olfattivi, cosi per i cani come per gli uomini. § Falli dei cani su la traccia: l’ingannarsi che fanno i cani su la traccia o il non intenderla (v. Schiattire). Nota. Sul modo Prendere la traccia a la rovescia è bene fare alcune osservazioni; giacché il fatto per se stesso, sia per l’ammaestramento sia per la pratica cinegetica ha non poca importanza. I vecchi scrittori lombardi (Birago) dicevano Rebuffare, i nuovi dicono Contropiede. Non intendo il significato esatto del verbo lombardesco; intendo che contropiede vuol significare al contrario delle pedate della lepre, perciò mi chiedo: o perché dunque non si deve usare il modo italiano A la rovescia che in lingua italiana significa appunto al contrario delle pedate ed è inteso da tutti? Il Birago succitato descrive questo fallo dei cani in modo vivacissimo dimostrando la ragione, per cui il cane, correndo su la traccia a la rovescia, aumenta sempre di velocità e si affanna inutilmente. La ragione è che a l’inverso la traccia vien odorando sempre meno: e il cane affretta il corso a cercare quel che teme di perdere. E suggerisce al cacciatore e al (bracchiere di fermarlo subito e portarlo via da quel luogo. La cosa ha dunque un’importanza venatica e merita di aver un termine proprio determinativo.

Tracciare
antiquato; Cercare su la traccia o seguirla. ‑ Più che antiquato veramente il termine è letterario e insieme locale. Esempi classici (Tomm.). § Tracciare a occhio: seguir la traccia delle pedate visibili; ormare. § Tracciare a naso o a fiuto: seguirla con l’odorato ossia su l’usta lasciata da la fiera.

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